Ombrelli colorati e vecchie stoffe, la festa di Natale ora è low cost
Risparmio e riuso, parole d’ordine nell’addobbare le strade delle città e dei paesi sardi. Addio alle vecchie e costose luminarie, spazio alla creatività
SASSARI. Fenomeno virale, dettato dalla crisi e dalla voglia, comunque, di fare festa. Il Natale diventa “riciclone”, perché da un capo all’altro dell’isola la parola d’ordine è riutilizzo di ciò che, solo in teoria, non serve più. Trasformazione e riuso, così gli ombrelli calati dal cielo sono insolite luminarie a basso consumo energetico. E le bottiglie di plastica diventano palle luccicanti, i ritagli di stoffa e i bottoni fiocchetti per addobbare gli alberi di Natale nei giardini, decorati dai bambini che vanno (gratis) a scuola di riciclo.
C’è Sassari capofila in questa svolta all’insegna del risparmio che sta diventando molto trendy: dal centro cittadino sono sparite le classiche luminarie, costose e spesso poco apprezzate perché troppo “cariche”, e hanno lasciato spazio alla creatività. I commercianti fanno colletta di idea, il prelievo dal portafogli diventa meno doloroso. Ognuno fa la sua parte, gli spazi urbani diventano un luogo collettivo in cui a trionfare è l’ingegno.
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Lo stesso che si ammira in diversi centri dell’Oristanese, dove gli alberi di Natale sono stati addobbati esclusivamente con materiale riciclato: persino stecche di gelato e bucce di arancia all’improvviso riacquistano un loro perché. Anche Olbia fa la sua parte: sono stati i bambini dell’associazione Sensibilmente onlus a realizzare gli addobbi che abbelliscono gli ulivi davanti al Comune.
L’effetto piace, è originale, in tempi di austerity la scelta low cost conquista il pieno dei consensi. Perché nulla, ormai, è superfluo. Quando i conti in banca piangono e la crisi morde, per fare festa bastano anche un cd o un vecchio abito sgualcito. (si. sa.)
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