La Nuova Sardegna

Sanzioni dell’Unione Europea, decine di hotel sardi rischiano di chiudere

Pino Porcedda, presidente dell'Ente bilaterale per il turismo
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Pino Porcedda, presidente dell'Ente bilaterale per il turismo

Finanziamenti per le ristrutturazioni contestati, l’Ente bilaterale del turismo: «Solo la Regione può salvare gli albergatori»

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ORISTANO. L’Ente bilaterale del turismo al fianco degli albergatori sanzionati dall’Unione europea. Un appoggio incondizionato, anche perché, afferma il presidente Pino Porcedda, il rischio è che l’epilogo della vicenda sia la chiusura di decine di strutture ricettive. Un’ecatombe per il mercato del turismo e per quello del lavoro. «Stiamo seguendo con molta apprensione l'evoluzione della legge 9/1998 con la quale vennero finanziati 15 anni fa interventi di ristrutturazione per 35 milioni di euro – spiega Porcedda –. Con grande preoccupazione prendiamo atto dell'assurda situazione che si è venuta a creare con l'intervento dell'Unione Europea che ha ritenuto quei fondi assegnati agli albergatori un vero e proprio aiuto di stato. La situazione è drammatica e sta rischiando di mettere in ginocchio e far chiudere queste strutture ricettive con grave danno che ne deriverebbe per l'economia turistica e la conseguente perdita dei posti di lavoro nel settore turistico».

«Come Ente bilaterale auspichiamo che la Regione individui tutte le possibili e immediate soluzioni affinché si renda alle imprese meno onerosa possibile, la restituzione dei fondi che di fatto sembra un evento inesorabile – dice ancora il presidente regionale –. Rileviamo come a provocare questo grave errore sia stata a suo tempo l'amministrazione regionale. Ribadiamo di fatto come ad oggi nessuno abbia pagato per questo grave evento, così come non siano stati mai chiamati in causa i politici e dirigenti di quel periodo che con il loro comportamento hanno creato e provocato questo disastro».

Dunque, sostiene l’Ente bilaterale, o interviene la Regione o gli hotel rischiano lo stop. «Purtroppo attualmente gli unici a rimanere coinvolti in questo problema sono stati proprio gli albergatori che hanno usufruito di quei contributi che ad oggi – conclude Porcedda – non sanno neanche se per la prossima stagione potranno aprire le loro strutture turistiche e confermare la relativa assunzione del personale».

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