La Nuova Sardegna

Giustiziato con due fucilate

di Lamberto Cugudda
Giustiziato con due fucilate

Simone Piras, allevatore di 33 anni, è stato fatto scendere dall’auto e ucciso

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GAIRO TAQUISARA. Il corpo martoriato da almeno due fucilate a pallettoni, sparate quasi a bruciapelo era in mezzo alla strada montana che da Gairo Taquisara porta alla stazione ferroviaria di Villagrande Strisaili. Simone Piras, 33 anni, un allevatore di Gairo, ma da qualche tempo residente a Elini dove si era sposato (lascia la moglie e tre figli in tenera età, il più piccolo ha un mese e mezzo), è stato giustiziato con due fucilate, una al viso e l'altra al fianco sinistro, lungo la pedemontana all’altezza della località di Funtanedda. Un automobilista ha notato un fuoristrada con le luci accese fermo in mezzo alla strada, ha rallentato e mentre lo stava superando ha visto che davanti all’auto c’era il corpo di un uomo immerso in un lago di sangue. Erano le 18.50 quando è scattato l’allarme. Dopo pochi minuti, lungo la strada montana provinciale che dalla frazione di Taquisara, passando sotto la zona di Perda Liana, porta fino alla zona della stazione ferroviaria di Villagrande Strisaili, per poi rientrare nella statale 389 per Nuoro-Lanusei, sono arrivati i carabinieri della compagnia di Lanusei, al comando del capitano Claudio Paparella.

Simone Piras è stato intercettato dai killer mentre faceva rientro a casa dopo aver trascorso la giornata nel suo ovile melle campagne di Gairo Taquisara. A fermarlo è stato quasi sicuramente qualcuno che conosceva, perché era già buio e certamente l’allevatore non si sarebbe fermato se non sapeva di potersi fidare. I carabinieri sul posto dell’omicidio non hanno trovato massi o altro che possa fare pensare a una sorta di posto blocco e il fuoristrada Nissan cassonato era fermo a meno di due metri dal cadavere con le luci accese. Probabilmente Simone Piras si è fermato ed è sceso dal suo pick up per parlare con qualcuno che conosceva o con il quale, magari, aveva un appuntamento in quel tratto di campagna isolato. Come non è da escludere l’ipotesi che un’altra auto possa aver tagliato la strada al Nissan dell’allevatore, costringendolo a fermarsi. E quando è sceso dal fuoristrada, forse per cercare di fuggire, si è trovato di fronte il killer che l’ha giustiziato. Prima una fucilata al fianco, sparata da breve distanza e poi, una volta che era caduto sull’asfalto, il colpo di grazia alla testa. I carabinieri hanno immediatamente avviato le indagini e sul posto sono arrivati anche i militari del Reparto operativo provinciale di Nuoro, al comando del maggiore Marco Keten, e gli esperti del Raggruppamento di indagini scientifiche che hanno eseguito un minuzioso sopralluogo alla ricerca di elementi utili per risalire agli assassini e ricostruire la dinamica del delitto. Gli inquirenti stanno anche passando al setaccio la vita del giovane allevatore, che aveva qualche precedente di poco conto.

A Gairo, come nella frazione di Taquisara, la notizia del nuovo omicidio ha iniziato a circolare dopo pochi minuti. E la gente non ha potuto che ricordare l’omicidio di Massimiliano Langiu, anche lui ucciso con due fucilate a bruciapelo. Due omicidi con strane analogie, come le fucilate a pallettoni sparate con un calibro 12 e il colpo di grazia in faccia. E proprio su questi particolari stanno riflettendo gli inquirenti, che hanno convocato in caserma e ascoltato alcune persone del paese.

Il sindaco Franco Piras è all’estero, a parlare è stato il vice Sergio Lorrai: «Le parole, in questi casi lasciano spazio allo sgomento e all’incredulità di un intero paese, che piange nuovamente per la morte violenta di un suo un figlio. L’amministrazione comunale esprime il suo profondo cordoglio ai familiari del caro Simone». Il consiglio comunale era stato già convocato, da diversi giorni, per domani sera alle 19,15, ma ora non è escluso che venga rinviato per lutto.

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