Impossibile sopravvivere con la pensione
Il vice presidente Confesercenti: con mille euro è un’impresa pagare tasse, bollette, affitti e farmaci
ORISTANO. Nel 2013 l’Inps ha pagato quasi 400mila pensioni a italiani che si sono trasferiti all’estero, oltre un migliaio sono sardi. Nel 2014 il numero è cresciuto di diverse migliaia e le previsioni per l’anno che si sta concludendo dicono che l’esodo è in costante aumento. Ma le dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’Inps Tito Boeri, che vorrebbe tagliare gli assegni a chi ha scelto di trascorrere la vecchiaia in un paese fiscalmente più favorevole rispetto all’Italia, hanno suscitato comprensibile apprensione. E anche molta rabbia nei pensionati, che si sentono presi di mira e perseguitati da uno Stato che non lascia loro neppure la libertà di vivere dove e come vogliono dopo aver lavorato, e pagato regolarmente i contributi, una vita. Secondo uno studio dalla Federazione pensionati del commercio (Fipac), Chiamato “Nonni in fuga” il numero di chi lascerà l’Italia nei prossimi anni, se non ci sarà un’inversione di tendenza che vada nella direzione di un trattamento fiscale più sostenibile e un sistema sanitario più accessibile, crescerà in maniera esponenziale. «Se prendiamo in considerazione i dati demografici degli ultimi 60 anni, ci rendiamo conto che l’Italia è in decrescita e che la Sardegna, stando alle previsioni, nel 2050 avrà meno di un milione e 400 mila abitanti – dice Pinuccio Meloni, vice presidente regionale pensionati Confesercenti – . Il dato del nostro studio evidenzia che la popolazione invecchia costantemente e questo, visto l’allungamento dell’aspettativa di vita, nei prossimi anni porterà a una forte richiesta di assistenza sanitaria. Molti, con le attuali pensioni, se lo potranno permettere. È uno dei motivi per cui molti pensionati scelgono di lasciare l’Italia. Lo stesso Boeri, dice che quello dei pensionati che vanno all’estero è un problema che il governo deve porsi. Ma non certamente tassando i loro assegni, diciamo noi, ma facendo in modo che essi possano vivere dignitosamente anche a casa loro». La gran parte delle mete preferite sono in Europa: Canarie, Bulgaria, Romania, Slovenia, ex Jugoslavia, Cipro e Grecia. Ma ci sono anche quelli che scelgono di andare in Brasile, Tailandia, e anche a Nosy Be, un’isola poco al largo della costa nordoccidentale del Madagascar, dove il terreno per costruirsi una casa costa poco più di un euro a metro quadro.
«Se sono sempre di più i pensionati del ceto medio basso che vanno a vivere all’estero – dice Meloni – il motivo è molto semplice. Qui le condizioni di vita, soprattutto sul piano economico, sono peggiorate di molto. Come fa un anziano, che ha mille euro di pensione al mese, a vivere dovendo pagare visite specialistiche, molti farmaci, tasse e bollette varie, e a mangiare decentemente? Con la stessa cifra, in Romania o in Bulgaria, ma anche alle Canarie, vive senza grandi apprensioni e qualche volta si può anche permettere di andare a mangiare in ristorante, mentre acquista le ali di pollo e attende l’orario di chiusura del mercato per comprare la frutta e la verdura rimasta invenduta». Lo studio condotto dalla Fipac, ha evidenziato il problema in tutta la sua rilevanza sociale. Partendo dalle spese sanitarie (in particolare quelle dentistiche) per gli over 65 che decidono di curarsi nei paesi cosiddetti low cost, a quelli che, pur lasciando la residenza nei luoghi di origine, trascorrono dagli otto ai dieci mesi all’anno in paesi dove il costo della vita è alla portata delle loro pensioni.
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