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Con Cappellacci perdite record

Con Cappellacci perdite record

La spesa più alta con Pigliaru nel 2014. I continui richiami della Corte dei conti

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CAGLIARI. La Corte dei conti lo scrive non si sa più da quanti anni e senza mai guardare il colore della coalizione al governo: «La spesa sanitaria è fuori controllo. Servono rimedi urgenti». Ma la politica purtroppo ha continuato a fare di testa sua. In questi giorni – prima, durante e dopo la settimana calda della super Irpef – centrosinistra e centrodestra si sono scaricati l’uno sull’altro le colpe del disavanzo di quella che è ormai una macchina mangia soldi, con un buco nel 2015 a un passo dai 400 milioni. Chi ha ragione fra i due poli? La risposta è nella tabella pubblicata a fianco e tratta da uno dei libri sacri della contabilità nazionale: «Il monitoraggio della spesa sanitaria». È pubblicato dal ministero dell’Economia e dalla Ragioneria dello Stato, che sono al di sopra di ogni sospetto.

Giunta Soru. Entra in carica il 5 luglio del 2004. Nel primo anno, la spesa sanitaria corrente, cioè quella reale messa a confronto con il tetto massimo previsto dal Comitato interministeriale, cresce di 167 milioni rispetto al 2013. Il trend non cambia fino al 2005. Nel 2006 la svolta: l’assessore Nerina Dirindin propone un piano di rientro, concordato con il ministero della Salute, e la spesa scende di 59 milioni. L’anno successivo anche la perdita è ridimensionata: da 129 milioni è ridotta a 115 milioni. È un’illusione: passano dodici mesi e il costo ritorna a salire di 200 milioni e si trascina dietro il disavanzo che supera quota 180 milioni. Il centrosinistra continua a governare fino al 27 febbraio 2009, con la presidenza a interim di Carlo Mannoni, ma dopo pochi giorni i libri contabili passano al centrodestra.

Giunta Cappellacci. Nel 2009, dieci mesi su dodici, la spesa sanitaria cresce fino a superare i 3 miliardi e il disavanzo schizza oltre i 200 milioni. Nel 2010, assessore Antonello Liori e lo sarà fino all’estate 2011, lo scatto in avanti è molto più contenuto (77 milioni) e la perdita cresce di soli 56 milioni. È un’altra illusione. Alla fine del 2011, assessore Simona De Francisci, l’aumento della spesa continua a essere minimo (+57 milioni), mentre la perdita comincia a impazzire: sono 343 i milioni in rosso. Altri dodici mesi e il costo complessivo sale ancora fino a 3 miliardi e 225 milioni (+1,4 per cento sul 2011), ma il vero botto è nel risultato d’esercizio: -392 milioni in più rispetto al tetto del Cipe. Nell’ultimo anno, il 2013, riesce però a raddrizzare i bilanci: la spesa corrente scende dell’1,3 per cento (41 milioni in meno) e anche il disavanzo (-383 milioni) diminuisce di 9 milioni.

Giunta Pigliaru. È in carica dal marzo del 2014, assessore Luigi Arru. L’ultimo dato ufficiale è dello stesso periodo: 3 miliardi e 233 milioni spesa corrente (+1,5 per cento sul 2013) e un disavanzo di 344,5 milioni (-38,5 milioni sull’anno precedente).

I record. Soru ha dalla sua il minor incremento della spesa (-2,2 per cento nel 2005-2006) ma anche quello più alto (+10,3 nel 2005). Cappellacci ha l’aumento più contenuto del disavanzo (9 milioni 2012-2013) ma in numeri assoluti la peggior perdita: -392 milioni nel 2012. Pigliaru ha la spesa più alta (3 miliardi e 233 milioni) ma nel 2014 ha riportato il disavanzo sotto i 345 milioni. (ua)

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