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Bravi i pastori, scontato il menu

6 La trasmissione. Ripetitiva, senza vere emozioni a parte la curiosità di vedere la squadra a Orgosolo. 4 Il menu sardo. Banale, prevedibile: malloreddus, porcetto allo spiedo e sebadas . La sagra...

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6 La trasmissione. Ripetitiva, senza vere emozioni a parte la curiosità di vedere la squadra a Orgosolo.

4 Il menu sardo. Banale, prevedibile: malloreddus, porcetto allo spiedo e sebadas . La sagra del luogo comune: come andare a Milano e mangiare il risotto allo zafferano

8 La frase. Il pastore è l’assistente sociale dell’antichità.

8 I pastori. Chi dubitava della loro esistenza alla fine li ha visti. Al contrario della casalinga di Voghera. Ospitali, spiritosi, saggi, telegenici.

7 Il porcetto. Non sappiamo come potesse cotto in sole due ore. Qualcuno non ha resistito e lo ha chiamato “porceddu”.

7cannavacciuolo. Il più simpatico. Da assolvere nonostante frasi come «Dentro di te c’è una farfalla, falla uscire», riferita a una concorrente.

5 Barbieri. Forse il più bravo sul piano strettamente tecnico, ma irritante quando assume toni da caserma: «Quando ero piccolo e parlava lo chef dovevo stare in silenzio. E tu, invece, rispondi».

7 Bastianich. È il Mike Bongiorno della cucina. Non si capisce da dove tragga la sua cultura culinaria. Simpaticamente pasticcione.

6 cracco. Non rinuncia mai a fare il professorino. Sembra che si diverta solo quando fa piangere i concorrenti. (Pasquale Porcu)

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