Aerei, Renato Soru: «Rivediamo la Ct1 aiuti pubblici per Ryanair»
L’eurodeputato indica una sua ricetta sugli aerei, diversa da quella della Regione: «Stop alla continuità internazionale. Sì al fondo privato, ma intervenga la giunta»
CAGLIARI. Nella giungla dei cieli Renato Soru indica una nuova rotta. Ma le sue parole somigliano a turbolenze per la Regione. Il segretario Pd traccia una direzione diversa da quella programmata dalla giunta Pigliaru. Non proprio un missile contro la strategia fatta decollare dall’assessore Massimo Deiana, ma una strisciata fatta con la chiave nella fiancata della scintillante macchina della Regione. L’europarlamentare non ha dubbi. «Gli aiuti agli aeroporti sono ammissibili secondo la legislazione europea. E sono ammissibili anche gli accordi tra aeroporti e compagnie aeree». Ma il Sorupensiero di fatto prende una strada diversa da quella immaginata dalla Regione. Niente Ct2 internazionale. Niente Ct1 allargata ai non residenti. E ritorno agli aiuti alle low cost attraverso il co-marketing. Su Ryanair elogia i privati, ma ritiene indispensabile l’intervento della Regione. Idee portate avanti senza ostilità nei confronti di Pigliaru, ma che rischiano di indebolire l’assessore Deiana e la posizione della giunta sui trasporti.
Il quadro. Soru parla anche di Ryanair dopo l’annuncio del taglio di 22 rotte. «Una situazione resa più complicata dalla crisi non ancora risolta di Meridiana e dalla mancata ricapitalizzazione dell’aeroporto di Alghero e che rischia di compromettere, insieme a tanti posti di lavoro nel settore aereo, lo sviluppo del turismo e dell’ampio indotto ad esso collegato». Ma per Soru «la via d’uscita esiste».
Colpa di Ugo. «Le norme europee non impediscono alle Regioni di sostenere lo sviluppo del traffico aereo con trasferimenti agli aeroporti per opere infrastrutturali, o per il finanziamento delle compagnie low cost, attraverso tariffe ridotte per i servizi aeroportuali, il cofinanziamento di campagne di co-marketing, il finanziamento per l’apertura di nuove rotte. Le norme europee non impediscono il finanziamento di tariffe agevolate, in regime di continuità territoriale, per motivi sociali legati all’insularità e al ritardo di sviluppo. Le difficoltà attuali non nascono dalle norme europee. Ma sono il frutto dei comportamenti messi in atto nel periodo 2010-13, oggetto della procedura europea. L’indagine Ue è nata perché il regime di aiuti in vigore dal 2010 è stato notificato in ritardo, solo nel 2011. Il regime notificato dall’Italia all’Ue prevedeva la selezione delle compagnie aeree con una procedura di gara mai attuata. Gli aiuti alle compagnie low cost non avevano giustificazione economica. A essere sotto accusa quindi, non è il regime di aiuti in sé, ma le mancanze procedurali della Regione e l’insipienza di chi, nel periodo 2010-13, la governava». Chiaro il riferimento a Cappellacci.
Aiuti possibili. Soru non ha dubbi. «Non esistono dubbi gli aiuti agli aeroporti sono ammissibili. Così come lo sono gli accordi tra aeroporti e compagnie aeree, incluso il finanziamento dei costi di co-marketing richiesto da Ryanair. Nel caso di Alghero la Commissione ha dichiarato legittimi gli aiuti dati all'aeroporto».
La rotta. L’eurodeputato indica la via d’uscita: «Serve subito una nuova strategia. Dobbiamo partire da quanto fatto già in passato in Sardegna e da quanto fanno altri aeroporti e altre Regioni in Europa».
La Ct1. «Bisogna rinnovare la Continuità territoriale per Roma e Milano che scadrà l’anno prossimo. Si devono correggere le modifiche fatte dalla giunta Cappellacci. In passato la Ct1 era a costo zero per la Regione. Si deve prevedere la tariffa scontata solo per i sardi. Per gli altri un costo massimo non elevato. In questo modo si risparmieranno 44 milioni di euro all’anno. Si dovrà prevedere la partecipazione di compagnie low cost».
Ct2. «Da rinnovare anche la Continuità territoriale per gli altri capoluoghi regionali: Bologna, Napoli, Torino, Verona, Palermo. Si può fare investendo una parte dei 44 milioni risparmiati dalla CT1. Anche qui si potrà aprire alle low cost».
Aeroporti. «Si devono sostenere gli aeroporti investendo una parte dei 44 milioni oltre ai 30 milioni assegnati dal Governo. Aiutarli a sottoscrivere accordi con le compagnie low cost tali da garantirne la permanenza sui nostri scali, garantire l’apertura di nuove rotte e la crescita di quelle esistenti. Le iniziative private, come quella messa in campo in questi giorni da imprenditori e figure di spicco del mondo dell’arte, sono molto apprezzabili ma non possono bastare. Un intervento pubblico è imprescindibile. Sono certo che la giunta Pigliaru lo porterà avanti senza ripetere gli errori del passato». (l.roj)
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