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È morto a 69 anni Alan Rickman, il professor Piton di “Harry Potter”

È morto a 69 anni Alan Rickman, il professor Piton di “Harry Potter”

LONDRA. Una beffa del destino ha privato Alan Rickman del piacere di festeggiare i 70 anni con sua moglie (l'attivista politica Rima Horton, sposata nel 2012 dopo una lunga convivenza) il prossimo...

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LONDRA. Una beffa del destino ha privato Alan Rickman del piacere di festeggiare i 70 anni con sua moglie (l'attivista politica Rima Horton, sposata nel 2012 dopo una lunga convivenza) il prossimo 21 febbraio. Dopo mesi di malattia il grande attore inglese è scomparso ieri e la notizia si è sparsa alla velocità del fulmine grazie alla setta degli innumerevoli fan di «Harry Potter» che piangono la scomparsa del geniale professore di pozioni Severus Piton, uno dei personaggi più multiformi e segreti dell’intera saga.

Ma Alan Rickman è stato molto di più: grande interprete shakespeariano, brillante umorista dentro e fuori scena, «vilain» principe della sua generazione, sintesi di quell’eleganza e versatilità che fanno dei grandi attori inglesi un’icona di risalto mondiale.

Figlio di una gallese metodista e di un irlandese cattolico, secondo di quattro fratelli, resta orfano di padre ad appena 8 anni e prosegue gli studi grazie ai sacrifici della madre. Nel 1972 vince una borsa di studio per la Royal Academy of Dramatic Arts (Rada), istituzione a cui rimarrà sempre legato assumendone anche la carica di vicepresidente nel 2003. Lasvolta della sua carriera viene dall'incontro con Christopher Hampton che gli affida la parte del marchese di Valmont in un fortunato adattamento delle «Relazioni pericolose» che trionfa a Londra e approda poi a Broadway nel 1986. Nel 1988 Hollywood lo chiama: in «Trappola di cristallo» di John McTiernan divide la scena con Bruce Willis e la sua caratterizzazione di un cattivo a sangue freddo gli vale l'ammirazione della critica e dei produttori. Rickman capisce che questa nuova maschera gli porterà fortuna, ma subito dopo si diverte a disegnarne il lato umoristico in «Robin Hood: il principe dei ladri». Da allora sceglie con cura i suoi personaggi, è romantico amante in «Ragione e sentimento», veste panni presidenziali da «Michael Collins» a «The Butler» (col ruolo di Ronald Reagan), abiti regali come Luigi XIV in «Le regole del caos».

Attento a non sbagliare ruoli (rifiuterà «Goldeneye» in cui doveva opporsi a 007 come ex agente del Secret Service), continuerà però a privilegiare parti da cattivo come nel magistrale Giudice Turpin del musical-thriller «Sweeney Todd» di Tim Burton.

Indubbiamente però sono le quattro apparizioni nella saga di «Harry Potter» a fissare per sempre i suoi tratti nella fantasia degli spettatori. Accetta il ruolo di Piton dopo il rifiuto di Tim Roth nel 2001 per la regia di Chris Columbus. La scrittrice J.K. Rowling si è innamorata della sua recitazione a tal punto da confessare che le sembrava che il ruolo fosse scritto da sempre per lui e ha accarezzato a lungo l'ipotesi di inserire nei romanzi una storia d'amore che lo riguardava.

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