Il Marino diventa centro per lungodegenti
Nella finanziaria i fondi per trasformare l’ospedale del Poetto, ma ci vorranno ancora tre anni
CAGLIARI. Nella legge finanziaria regionale del 2016 ci sono i fondi per chiudere l'ospedale Marino e cominciare la trasformazione in una struttura per lungodegenti con la riabilitazione. Ma nel documento sulla riorganizzazione della rete ospedaliera sarda tre anni sono indicati come necessari perché si compia il progetto della trasformazione degli ospedali. Non è imminente, insomma, il trasferimento di unità spinale e traumatologia al Brotzu e in una piccola parte al policlinico universitario. Ma attorno all'operazione c'è consenso. Nella conferenza dei sindaci soltanto il comune di Quartu aveva espresso qualche perplessità perché il Marino era l'ospedale "dietro casa" in mezzo a una rete di strade dove spesso ci sono incidenti i cui feriti devono confluire nell'unica struttura attrezzata per la traumatologia della strada.
Il destino dell'ospedale Marino, comunque, comincia a compiersi adesso: la giunta regionale ha inserito esplicitamente nella finanziaria la chiusura dell'ospedale e l'accorpamento dei servizi al Brotzu. Non ci sono sorprese rispetto alle previsioni della stessa giunta deliberate nel luglio 2015 con l'allegato 1 dove si indica esattamente cosa sarà del Marino. Un'operazione che sta bene anche al Comune di Cagliari nel cui territorio ricade. Gli auspici, dal sindaco Massimo Zedda, arrivano invece a proposito del vecchio ospedale Marino, poco lontano, costruito sulla spiaggia, inaugurato nel 1947 e “abbandonato” dalla Asl nel 1988. Il sindaco di Cagliari si è augurato pubblicamente che la Regione voglia trasformarlo in un albergo, in una struttura ricettiva, insomma che lo converta a un uso turistico.
L’ospedale Marino vecchio ha una destinazione socio sanitaria ed è stato oggetto di un bando della Regione ancora sospeso. Una complicata questione amministrativa ha messo in ponte la gara, c’è una società che per il momento si è aggiudicata l’appalto, la Prosperius di Firenze, ma l’interlocuzione con la Regione sembra spinosa. La Prosperius progettava di realizzare un centro di riabilitazione, mentre l’altra società che aveva partecipato al bando proponeva un centro benessere.
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