L’amore per la scienza e la passione civile
Ieri una cerimonia per ricordare lo studioso morto a luglio
SASSARI. L’amore sterminato per gli studi medici, ma anche la passione politica e l’impegno civile. Tutto questo è stato Camillo Mastropaolo che ieri in tanti, amici, colleghi e soprattutto allievi hanno celebrato intitolandogli il nuovo reparto di Neuropsichiatria infantile nelle cliniche universitarie di viale San Pietro. Un istituto che proprio lui, nei primissimi anni Settanta aveva fondato a Sassari, prima struttura in assoluto in tutta la Sardegna.
Camillo Mastropaolo, scomparso lo scorso luglio a Sassari, era nato a Napoli nel 1932 e si era laureato in Medicina a Genova nel 1957 dove si è svolta la prima parte della sua carriera accademica nella clinica per le malattie nervose e mentali. Poi l’attività di ricerca a Parigi e a Londra e infine il rientro in Italia, come cattedratico nella facoltà di Medicina di Sassari. Qui la sua passione si è tradotta nel progetto della sua vita: la creazione di una scuola di Neuropsichiatria infantile, scienza che dal dopoguerra stava conoscendo un periodo di intenso sviluppo. Ci riuscì circondandosi di giovanissimi e selezionati allievi che ieri, nell’aula della cerimonia, lo hanno ricordato con riconoscenza e grande commozione. E dal cassetto della memoria sono uscite animate discussioni di scienza e politica sanitaria insieme agli amici nella villa di Li Punti, grandiose gite in barca nel mare di Stintino, ma anche memorabili cantate attorno al fuoco tutti assieme, maestro e allievi, per consolidare un cammino che non si sarebbe mai fermato. Il neurologo Giulio Rosati ha tracciato un ritratto del medico e uomo attraverso le lenti dell’amicizia: «Era dotato di una personalità carismatica di una cultura laica e concreta. Era anche maniaco della perfezione con cui affrontò sempre il suo lavoro». E poi a tornare alla memoria è stato l’impegno politico che lo portò da “intellettuale organico” come Gramsci definiva i comunisti provenienti dalle classi sociali abbienti, agli uffici della Regione dove fu per un anno, dall’83 all’84, assessore alla Sanità e dove mise a punto e varò il piano sanitario, fra i primi in Italia.
Restò tuttavia sempre immerso negli studi clinici, nella ricerca e nell’assistenza. Autore di innumerevoli pubblicazioni scientifiche Mastropaolo ha formato numerosi allievi che lo ricordano per la schiettezza e l’atteggiamento fintamente burbero, i suoi insegnamenti sempre a cavallo tra scienza e umanità, la sua mania per il rispetto delle regole e per la dignità professionale.
I colleghi che oggi portano avanti il lavoro nella clinica creata dal proprio maestro lo hanno ricordato con nostalgia e affetto commuovendosi assieme alla moglie Maria Ruiu e al figlio Guido che ha terminato il suo intervento dicendo: «Ciò che mio padre ha realizzato nella sua vita di appassionato medico e studioso non sarebbe potuto esistere senza questa terra e questo mare, senza gli affetti da cui stato circondato, senza una donna che gli ha dato tutta la forza che gli serviva». Camillo Mastropaolo era professore emerito dal 2004 dopo il pensionamento avvenuto nel 2002.
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