La Nuova Sardegna

Scontro frontale, 85 feriti

di Alessandra Sallemi
Scontro frontale, 85 feriti

Cagliari, i vagoni erano affollati di studenti. Macchinista in gravi condizioni

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CAGLIARI. Scontro frontale fra due treni della metropolitana che viaggiavano sullo stesso binario ma in senso contrario: è successo ieri intorno alle 8.15 davanti al parcheggio della città mercato Auchan di Pirri al treno che partiva da Monserrato–Gottardo carico soprattutto di studenti delle scuole medie superiori e a quello di piazza Repubblica diretto al policlinico universitario. Le cabine dei macchinisti si sono accartocciate una dentro l’altra e il colpo è stato come una potentissima frusta sugli studenti che studiavano, chiacchieravano, chattavano seduti o in piedi non importa perché la metropolitana nell’opinione generale è un mezzo sicuro sul quale ci si può rilassare. Feriti i due macchinisti, Mauro Angioni, 33 anni, e Fabrizio Pilia, 41, ferite altre 85 persone quasi tutte in modo lieve. Il codice rosso gli operatori del 118 l’hanno assegnato subito al macchinista Mauro Angioni che nel primo pomeriggio è stato operato al Brotzu in chirurgia toraco-vascolare e i medici si sono comunque riservati la prognosi. Una ragazza di 16 anni che ha riportato la frattura di alcune costole è passata dal codice rosso al giallo ma è stata trattenuta al Brotzu in osservazione. Tutti gli altri passeggeri contusi hanno trascorso la mattina nel pronto soccorso degli ospedali Brotzu, Santissima Trinità, Marino e San Giovanni di Dio ma soltanto nove sono stati ricoverati in osservazione.

I soccorsi. L’incidente è avvenuto all’inizio della giornata lavorativa ma il dato definitivo sui feriti è arrivato soltanto alle 18 quando la prefettura ha diramato dati finalmente certi e c’è riuscita perché il prefetto Giuliana Gullotta la mattina, davanti ai vagoni distrutti e ai ragazzini seduti a terra con i collari ortopedici, ha organizzato un tavolo di coordinamento e un numero di emergenza affinchè le famiglie ancora eventualmente all’oscuro dell’incidente potessero ricevere informazioni precise sui cari coinvolti. L’incidente ha richiamato l’attenzione dei primi avventori della città mercato e i vigili del fuoco sono arrivati in forze: una piccola apocalisse si è presentata ai loro occhi. I macchinisti quasi non si vedevano dal di fuori chiusi nel groviglio di lamiere. Le porte dei treni erano tutte aperte e nel pavimento dei convogli c’erano ragazzi stesi, zaini ovunque, schizzi di sangue, gambe e braccia che cominciavano a gonfiarsi per il colpo ricevuto, volti con tagli in fronte, sugli zigomi, nel mento. Alcuni ragazzi erano usciti, vagavano nella scarpata e restavano ammutoliti quando lo sguardo metteva a fuoco il punto di collisione dei due treni. In tanti diranno poi che non si erano resi conto dello scontro. Sono arrivati i vigili della polizia municipale, gli agenti della squadra Volante della questura, i tecnici in tuta bianca della squadra scientifica, l’amministratore unico dell’Arst Giovanni Antonio Caria, il direttore di esercizio Carlo Onano, i colleghi dei macchinisti, l’addetto stampa Stella Locci, il prefetto Giuliana Gullotta, il questore Vincenzo Gagliardi, l’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda.

Le cause. Sotto assedio i responsabili dell’Arst per sapere «come» fosse stato possibile proprio l’incidente più temuto quello che un apparato di sicurezza a più livelli doveva evitare. Binario unico e due treni che marciano in senso contrario: ieri si raccontava che proprio il giorno prima un treno partito da Caracalla era dovuto tornare indietro per 200 metri. Arst in un comunicato stampa ha reso noto che è stata formata una commissione di inchiesta interna e che le quattro scatole nere dei convogli sono state consegnate all’autorità giudiziaria. Le prime parole pronunciate dai dirigenti Arst davanti al «disastro ferroviario» sono state errore umano e malfunzionamento degli impianti, più tardi entrambe le possibilità sono sparite dalle risposte sempre meno esaurienti degli investigatori. Una cattiva reputazione l’aveva ieri il semaforo di via Vesalio, quello appena attraversato dal treno proveniente da Cagliari: risultava spento dal 24 dicembre ma, proprio per questo, la linea era sotto il controllo costante della centrale della stazione di Gottardo, una sala piena di monitor che, si dice, controllino carrozza per carrozza.

I rischi. I dirigenti Arst sono stati tempestati di domande: poco lontano dal punto dello scontro c’è uno scambio dove il binario si biforca e due treni possono sfilare uno accanto all’altro senza incidenti, prima dello scambio, però, i treni possono evitare la collisione solo se uno si ferma e cede il passo. Ieri il treno proveniente da Cagliari era già incanalato nel binario unico per Monserrato: perché non è stato fermato prima dello scambio, visto che il treno dalla stazione di Caracalla era già in viaggio? Sotto accusa sono finiti anche i lavori del Comune di Cagliari fatti in via Caracalla (stazione metro successiva a quella di Monserrato-Gottardo) per installare le condotte capaci di incanalare l’acqua dei torrenti quando arrivano le piene. Il binario è stato tolto per interrare le tubature: il Comune ieri si è affrettato a ricordare che le opere sono già state collaudate. Metrocagliari funziona da 8 anni con 200 corse giornaliere che passano tutte anche sul tratto a binario unico tra via Vesalio e via Caracalla, delle due l’una: o questi anni sono passati sotto una buona stella oppure qualcosa, nella gestione della rete, è cambiata.

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