La Nuova Sardegna

I soldi per il taglio Irpef arriveranno dal governo

di Umberto Aime

La rinegoziazione dei costi della sanità rimetterebbe in discussione i rincari Dopo lo strappo, Giunta e maggioranza discutono le alternative in gran segreto

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. La Giunta tace, i consiglieri di maggioranza preferiscono evitare l’argomento, ma dovunque sanno che l’uscita a sorpresa di Franco Sabatini del Pd («Siamo alla ricerca di alternative all’aumento dell’Irpef») ha provocato uno sconquasso nel centrosinistra. Sul tema delicato delle tasse, nella coalizione si è riaperta all’improvviso una ferita che sembrava essere stata suturata col pacchetto delle aliquote approvate a maggioranza dal Consiglio regionale prima di Natale. E invece ecco che sono rispuntati i dubbi e le perplessità, anche se a questo punto l’unica correzione possibile, a parte quella di annullare la legge cui però nessuno pensa, potrebbe essere quella di rivedere la «percentuali delle aliquote maggiorate». Su questa possibilità ci sarebbero stati, in queste ore, alcuni incontri riservati, con anche un primo confronto informale sulla Finanziaria 2016. Il bilancio è stato licenziato a dicembre dalla Giunta e una settimana fa consegnato al Consiglio, che comincerà a esaminarlo fra l’ultima settimana del mese e la prima di febbraio.

La Giunta. Non ci sono state risposte ufficiali alle dichiarazioni di Sabatini, che è presidente della commissione Bilancio del Consiglio, Ma le «parti» – dicono in molti – si sarebbero incontrate per un «necessario chiarimento». L’esito del faccia a faccia è rimasto segreto, ma l’incidente di percorso sarebbe stato ridimensionato. O forse meglio anche la Giunta potrebbe essersi resa disponibile a rivedere la tabella delle aliquote, purché restino fermi due punti. Il primo: è intoccabile la progressione delle percentuali Irpef sui diversi redditi: sarebbe un errore il ritorno all’aliquota unica. Secondo: l’extra gettito erariale previsto in Finanziaria e fino al 2018 dovrà essere comunque intorno ai 140 milioni all’anno. Intorno ai 100 dall’addizionale Irpef, un’altra quarantina dovrebbero arrivare dall’Irap pagata dalle imprese. Perché? «È quello l’incasso necessario per coprire un terzo del disavanzo della sanità». Gli altri due dovrebbero essere garantiti dal piano di rientro e dalla dieta imposta al bilancio della Regione. A queste condizioni, la trattativa sulle aliquote e soprattutto sui tempi della maxi tassazione potrebbe riaprirsi.

I consiglieri 1. Il centrosinistra si è chiuso a riccio sull’argomento tasse. Non ci sono dichiarazione ufficiali sulle possibili alternative alla super Irpef e neanche sulle voci che darebbero per sicuro un «profondo rimescolamento dei capitoli di spesa» della Finanziaria. Ma una delle indiscrezioni più insistente è questa: va accelerato il confronto col Governo sugli accantonamenti imposti alla Sardegna per diminuire il debito pubblico nazionale. Ammontano a oltre 680 milioni solo quest’anno e dopo aver chiuso la Vertenza entrate la Giunta ha fatto sapere di aver aperto questo secondo fronte con Roma. La soluzione per rendere meno pesante il sacrificio preteso ai contribuenti potrebbe essere proprio quella di farsi restituire dal Governo almeno 100-150 milioni dei 680 accantonati a forza. Con quale motivazione? Potrebbe essere questa: dal 2006, accordo Soru-Prodi, la Sardegna ha in carico per intero il costo della sanità e lo fa in gran parte con la compartecipazione ai 9/10 dell’Iva incassata dallo Stato nell’isola. Bene, nelle altre Regioni il Governo è corso in soccorso con un bel po’ di milioni per rendere meno pesanti i costi della sanità. Lo faccia anche con la Sardegna, riassegnandole parte degli accantonamenti. Se arrivassero quei milioni e arrivassero in tempi brevi, potrebbero essere riviste le aliquote o comunque ridotti gli anni del prelievo extra.

I consiglieri 2. A sguazzare nei dubbi del centrosinistra è l’opposizione. Dopo l’uscita di Sabatini, tutti i partiti del centrodestra sono ripartiti lancia in resta contro l’aumento delle tasse. Non solo con il ricorso presentato da Forza Italia a Palazzo Chigi, ma anche con frasi pesanti del tipo: «La Sardegna non può essere governata da chi cambia idea un giorno sì e l’altro pure».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative