Anche ieri due anziani svaniti nel nulla
Il racconto di un investigatore: moltissime denunce, lavoriamo scavando nel passato
CAGLIARI. Anche ieri il dirigente della squadra mobile, Luca Armeni, ha messo la firma su due denunce per anziani scomparsi.Da un anno e mezzo a Cagliari, Armeni, che arriva da Roma, ha notato quasi subito la frequenza con la quale viene denunciata la scomparsa di una persona. Per fortuna, nella maggior parte dei casi, la denuncia si archivia in fretta perché il congiunto o l’amico torna a casa oppure viene trovato. Armeni non definisce questo allarmismo puro, anzi: «Direi che c’è attenzione verso le persone, mi sembra un fatto non certamente negativo che un genitore quando il figlio tarda nel tornare da scuola si preoccupi e se il ritardo è fuori misura rispetto alle abitudini avverta le forze dell’ordine».
A Roma il tempo trascorso durante il quale le famiglie entrano in allarme è più lungo, è inevitabile che siano diversi gli stili di vita e quindi l’apprensione che accompagna eventualmente i rapporti familiari. Tornando alla Sardegna, è un fatto che le denunce siano frequenti. «Al 70 per cento la prima segnalazione avviene telefonicamente – spiega il dirigente - il nome della persona segnalata viene subito comunicato alle sale operative (112, 113), poi, se il congiunto non torna entro breve tempo, la persona deve presentare denuncia scritta.
Ed è in questo momento che si parla dello scomparso valutando la sua vita a 360 gradi, c’è un protocollo in base al quale si devono assumere una serie di informazioni: stato di salute, stato mentale, altri episodi simili», eventuali dissidi familiari o con amici, «in alcuni casi suggeriamo di aspettare un giorno – spiega ancora il capo della Mobile - se lo scomparso è un uomo di mezza età che sta bene fisicamente non ha problemi economici, non ha contenziosi in corso e, quindi, si può pensare di escludere l’ipotesi di suicidio ecco che consigliamo di aspettare un giorno e spesso il consiglio si rivela giusto.
Naturalmente, l’allarme resta, viene diramato subito alle centrali e lo si mantiene. Se invece lo scomparso è un ragazzino o un anziano, fatte anche in questo caso tutte le domande necessarie per capire quale sia il quadro di riferimento (per gli adolescenti si scava nel presente, per gli anziani anche nel passato) scatta il piano di ricerca, con la foto e le informazioni diramate attraverso un prontuario che riassume i dati raccolti». La casistica cagliaritana è che nel giro di 48 ore al massimo le persone vengono ritrovate, i ragazzini di solito entro mezza giornata. Se le persone non tornano nel giro di poche ore si continua a cercare. «Non c’è un termine oltre il quale la ricerca si interrompe – dice Armeni - semmai diventa latente, dopo un certo tempo viene riconvocato chi ha presentato la denuncia e si cercano altre informazioni sullo scomparso». Infine, la casistica degli scomparsi è alta nelle città, nei paesi piccoli il controllo sociale funziona anche per rintracciare il ragazzino distratto.
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