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Uscito di casa 19 anni fa e mai più tornato

SASSARI
Uscito di casa 19 anni fa e mai più tornato

Sassari, il 75enne Piero Cubeddu andò a fare la sua passeggiata quotidiana: da allora il silenzio

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SASSARI. Nel sito di “Chi l’ha visto” c’è ancora la sua foto. Eppure, tra due mesi saranno passati diciannove anni dalla sua sparizione. Il signor Piero Cubeddu, 75 anni, ex operaio in Germania, sparì nel nulla a Sassari il 28 marzo del 1997.

Era Venerdì Santo e qualche settimana dopo una voce anonima riferì alla famiglia di avere sentito quel tranquillo pensionato discutere ad alta voce con qualcuno in via Amendola, chiedere che gli venisse restituito qualcosa. Poi più nulla. La sorella e il cognato di Piero, che a mezzogiorno e un quarto aspettavano il rumore della chiave che gira nella toppa come il rintocco di un orologio svizzero, aspettarono invano il suo ritorno dalla passeggiata mattutina. E si preoccuparono subito, perché Piero era troppo abitudinario. Per questo, racconta oggi la nipote Franca Pazzola, l’allarme venne dato immediatamente. Le forze dell’ordine avviarono le indagini con passo stanco da routine: in fondo, quel settantacinquenne poteva essersene andato per i fatti suoi, non era obbligato a rendere conto dei suoi spostamenti alla sorella che lo ospitava da quando era tornato in Sardegna. Sbagliavano, Piero Cubeddu non avrebbe mai fatto uno sgarbo del genere alla sua famiglia.

Resta il fatto che nei primi giorni la sua scomparsa venne sottovalutata dagli inquirenti, come tante altre che all’inizio sembrano un allontanamento volontario e invece dietro c’è un mistero da risolvere. La sorella, il cognato e i nipoti andarono a chiedere in giro, scoprirono che un giovane che chiedeva l’elemosina nei pressi di un supermercato non si era fatto più vedere in zona. Le forze dell’ordine organizzarono qualche battuta ma, racconta oggi la nipote, nessuno contattò più i familiari. Nella tarda primavera del 1997 in città arrivarono le telecamere di “Chi l’ha visto” e quella fu una delle prime volte. La scomparsa di Piero Cubeddu fu un piccolo evento mediatico che provocò una telefonata anonima alla sorella. Una voce la informò della presunta lite avvenuta in via Amendola, a due passi da casa, in mezzo alla folla che faceva la spesa per il pranzo di Pasqua. Piero Cubeddu sparì così. Il suo nome è uno dei tanti nell’elenco degli scomparsi. Sua sorella e suo cognato sono morti, i nipoti non hanno saputo più niente delle indagini. «Per la verità – racconta Franca – nel 2002 mi ha scritto l’Inps per chiedere come mai dal 2002 la pensione di mio zio non era stata ritirata».

Per la nipote fu un tuffo al cuore perché significava che dal 1996 al 2002 qualcuno aveva incassato la pensione dello zio. «Invece no – racconta Franca – c’era stato un difetto di comunicazione tra le Poste e l’Inps». Come si vive l’assenza di uno scomparso? «Male – risponde Franca Pazzola – in un certo senso l’attesa si perpetua. Speriamo sempre di trovare un segno che ci consenta di trovare il corpo di mio zio e di dargli una degna sepoltura».(d.s.)

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