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di FABIO CANESSA
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di FABIO CANESSA Son passati vent’anni dal famoso saggio su David Lynch scritto da David Foster Wallace e pubblicato dalla rivista «Premiere». Era il 1996 e nei mesi precedenti il geniale autore...

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di FABIO CANESSA

Son passati vent’anni dal famoso saggio su David Lynch scritto da David Foster Wallace e pubblicato dalla rivista «Premiere». Era il 1996 e nei mesi precedenti il geniale autore americano aveva avuto la possibilità di visitare il set di «Strade perdute». Un lungo articolo che rappresenta ancora oggi una lettura fondamentale per chi vuole saperne di più su Lynch e il suo cinema. Argomento ovviamente sul quale si sono scritti ormai diversi libri, come normale che sia pensando all'importanza per la settima arte, e non solo, dell’opera del maestro americano che pochi giorni fa ha compiuto 70 anni.

Nani e giganti La bibliografia sul regista si arricchisce ora di un nuovo volume pubblicato da Mimesis: «Da Twin Peaks a Twin Peaks» (142 pagine, 14 euro). Autore è Andrea Parlangeli che, come indica il sottotitolo, mira a fornire una piccola guida pratica al mondo di Lynch. Con spirito divulgativo, è giornalista scientifico della nota rivista «Focus», Parlangeli accompagna il lettore-spettatore nei labirinti dell'affascinante, ipnotico, inquietante universo lynchiano popolato da nani, giganti, logge ultraterrene, esseri demoniaci, uomini deformi, doppelgänger, conigli antropomofri. Una lettura piacevole che con interessanti osservazioni e collegamenti stimola a ripensare ai lavori del regista e a rivederli per cogliere aspetti e dettagli importanti che a una prima visione possono essere sfuggiti.

Chi ha ucciso Laura Palmer? Sulla riva di un fiume viene ritrovato un cadavere avvolto in un telo di plastica. Si tratta di una delle ragazze più popolari di Twin Peaks, località montana, apparentemente tranquilla, situata nello Stato di Washington a poca distanza dal confine tra Stati Uniti e Canada. Chi l'ha uccisa? Chi ha ucciso Laura Palmer? Agli inizi degli anni Novanta la frase divenne un tormentone, ossessionando milioni di persone conquistate dalla serie televisiva creata da Lynch insieme a Mark Frost. Una rivoluzione per il piccolo schermo. Quello che si vede bene oggi, telefilm spesso superiori sotto ogni aspetto ai prodotti cinematografici delle grandi major, inizia proprio allora. «Twin Peaks» è il capolavoro apripista che ha importanza capitale nell’'inizio del processo disvecchiamento delle fiction tv.

La profezia si avvera. «Ci rivedremo tra venticinque anni» sussurava Laura Palmer all'agente Dale Cooper nel finale della seconda stagione. Era l'estate del 1991 e solo i lynchiani più fedeli presero sul serio quella promessa e hanno continuato a crederci. Fede ripagata dall’annuncio, nell'ottobre del 2014, di un terzo capitolo proprio a un quarto di secolo da quell’ultima puntata. Dopo alcuni problemi tra il regista e la produzione, poi fortunatamente superati, a quanto si sa le riprese sono cominciate e la serie esordirà all'inizio del 2017. In Italia si potrà vedere su Sky Atlantic. La paura di trovarsi di fronte solo a una operazione di marketing e che la nuova stagione possa rivelarsi una delusione, ovviamente c'è. E sarebbe un delitto rovinare il ricordo di una serie ormai mitica.

La colonna sonora. Buone garanzie arrivano comunque dalle notizie trapelate in questi ultimi mesi. A cominciare dal fatto che Lynch dovrebbe dirigere tutti gli episodi (a differenza di quanto accadde allora, quando il regista ne seguì direttamente solo alcuni) e che il co-sceneggiatore è ancora Mark Frost. Insieme hanno lavorato, stanno lavorando, a quello che non sarà un remake ma un vero e proprio continuo. Torneranno anche diversi degli interpreti, a cominciare dai due volti simbolo della serie: Kyle MacLachlan (l’agente Cooper) e Sheryl Lee (Laura Palmer). Il canale di produzione Showtime ha confermato anche il grande compositore Angelo Badalamenti, autore dell'iconica colonna sonora e tante altre volte collaboratore di David Lynch. Sono dieci i lungometraggi realizzati dal regista americano, uno dei quali profondamente legato a «Twin Peaks», in quanto pensato come un prequel della serie: «Fuoco cammina con me».

I segreti del film la pellicola, che ha nel cast anche il compianto David Bowie, venne presentato nel 1992 al Festival di Cannes dove due anni prima il regista aveva vinto la Palma d’oro con «Cuore selvaggio». Importante riconoscimento di una carriera lanciata da quel fulminante esordio che è «Eraserhead», uscito nel 1977 e diventato subito un cult. Da lì parte l’analisi di Parlangeli della filmografia del regista che fino all'ultimo lungometraggio, «Inland Empire», portato alla Mostra del cinema di Venezia nel 2006 quando a Lynch venne consegnato il Leone d'oro alla carriera, appare come un unico lungo viaggio formato da tappe con profondi legami tra loro.

Ogni cosa è collegata. Alla fine del libro l’autore dedica un capitolo a valorizzare l’idea che in qualche modo sta alla base di questo suo lavoro. Oltre all’obiettivo di fornire un guida pratica, Parlangeli è infatti interessato a mettere in evidenza la convinzione che il regista nell’arco della sua produzione artistica abbia composto un’unica grande opera che è sostanzialmente la messa in scena del suo mondo interiore. Alla base di tutto ci sono le idee, alle quali Lynch dichiaratamente cerca di mantenersi fedele. Molte di queste sono ricorrenti, tornano nei vari film che assumono così, seguendo il pensiero del giornalista (il quale evidenzia numerosi dettagli e le relazioni tra le opere del regista e con film di altri autori per i quali Lynch non ha nascosto la sua ammirazione) le caratteristiche di un corpo unico. Una produzione che si può considerare olistica dunque, dove il totale è maggiore della somma delle parti.

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