Dialogo aperto con tutte le compagnie
Non solo gli irlandesi: contatti anche con EasyJet e Wizz Air. La Regione pronta a fare la sua parte
SASSARI. Una procedura d’infrazione aperta, la Sardegna finita sotto la lente dell’Europa per il sostegno economico alle compagnie low cost assegnato sulla base della legge 10. Con la possibilità di dover pagare multe salatissime: in caso di condanna infatti le società di gestione degli aeroporti dovranno restituire oltre 80 milioni di euro, l'aeroporto di Alghero una trentina. Una mazzata per lo scalo catalano, per il quale si è arenato il percorso verso la privatizzazione. Una situazione fluida che potrebbe portare a scenari differenti. E che induce la Regione alla prudenza. Più volte l’assessore ai Trasporti Massimo Deiana ha ribadito l’impossibilità di intervenire per evitare il taglio delle rotte. La compagnia irlandese da due anni non riceve contributi proprio per via della procedura d’infrazione in corso che vieta questo genere di aiuti. L’assessore invita alla cautela: «Il momento è delicatissimo, da tempo abbiamo attivato un fitto dialogo con Bruxelles ma attendiamo un pronunciamento. In questa fase qualunque intervento sarebbe inopportuno e rischioso».
Lo stesso Deiana ha invece promosso su tutta la linea l’iniziativa del mondo imprenditoriale del Nord Ovest. «L’idea del Fondo è lodevole perché gli imprenditori hanno capito che se vogliono avere voce in capitolo sul traffico aereo lo possono fare con i loro soldi. Senza gare e senza incorrere nei controlli dell'Antitrust, liberi di parlare con chi vogliono, per il bene del loro territorio». Non c’è solo Ryanair, insomma: trattando con diverse compagnie, verrebbero meno le situazioni di monopolio che spesso si trasformano in una specie di ricatto. Dice Stefano Visconti: «Ci sono anche altre compagnie interessate a volare su Alghero. Per esempio EasyJet, che a giugno inaugurerà il collegamento con Ginevra. E poi la Wizz Air, compagnia ungherese, che unirà l’isola all’Est europeo con collegamenti con la Polonia, Varsavia e Cracovia. Il patto tra gli imprenditori nasce con l’obiettiva di trattare con le varie compagnie e acquistare il trasporto aereo, scegliendo le destinazioni senza che nessuno ce le imponga». Su questo aspetto, il dialogo con gli assessorati regionali ai Trasporti e al Turismo è continuo: superata l’emergenza Ryanair (almeno si spera), gli imprenditori pensano già al 2017. Ma per decollare, il Fondo dovrà avere gambe molto più solide. (si. sa.)
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