La Nuova Sardegna

Port authority, vertice al ministero

di Marco Bittau
Port authority, vertice al ministero

La Cgil punta a mantenere due sedi nell’isola. Oggi anche Pigliaru all’incontro

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OLBIA. Il futuro delle Port authority in Sardegna passa anche per l’incontro di domani, a Roma, tra il ministro delle Infrastrutture e la Conferenza delle Regioni. È lì che emergeranno le contraddizioni di una riforma della governance dei porti slegata dal piano strategico della portualità e per questo già finita nel mirino della Consulta che ha definito «costituzionalmente illegittimo lo stesso piano strategico nella parte in cui non prevede la sua adozione in sede di Conferenza Stato-Regioni». Domani a Roma ci sarà anche il governatore Francesco Pigliaru che ha già in tasca una lettera dossier inviata dalla Cgil di Olbia. C’è scritto che il piano strategico della portualità e il decreto sulla governance devono “viaggiare” insieme, recependo il secondo le indicazioni del primo. E c’è scritto soprattutto che in Sardegna le Authority devono essere due e, se proprio si devono accorpare, la sede non deve necessariamente essere Cagliari.

«Abbiamo sempre espresso la nostra preoccupazione e contrarietà alla previsione legislativa del Governo – dicono Luisa Di Lorenzo e Franco Monaco, segretari rispettivamente della Cgil e della Filt Cgil di Olbia – abbiamo sempre sostenuto, con analisi e dati puntuali, la necessità di mantenere anche in Sardegna le due Autorità portuali esistenti, così come previsto in Sicilia».

La Cgil fa leva su argomentazioni forti e, numeri alla mano, incontestabili. In primo luogo la criticità operativa di un decreto che per quanto riguarda il sistema portuale sardo non considera la distanza anche di 300 chilometri tra un porto e l’altro. Chiaro che con queste distanze il ruolo dell’ufficio territoriale portuale di Olbia diventa meramente esecutivo, tagliato fuori da qualunque potere decisionale in materia di programmazione. Una penalizzazione evidente soprattutto se si consider che il sistema portuale del Nord Sardegna (Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres) è un terminale del progetto Autostrade del mare, per il numero di collegamenti, dei passeggeri trasportati e l’interscambio di merci.

«Si osserva - dicono Luisa Di Lorenzo e Franco Monaco – che il legislatore nel decreto sulla governance dei porti prevede la possibilità che il ministro, su proposta motivata della Regione, ha facoltà di individuare per la nuova Autorità di sistema portuale una sede diversa da quella del porto centrale. Riteniamo pertanto che la Sardegna, ricorrendo alle sue prerogative di Regione autonoma, possa a buon diritto e ragione sostenere il mantenimento delle due Authority esistenti, quella di Cagliari e quella del Nord Sardegna. Ovvero si riservi il diritto di decidere come organizzare la governance dei porti sardi, anche applicando la previsione stabilita dallo stesso decreto, cioè l’indicazione di una sede diversa».

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