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Da oggi entra in vigore la ricetta digitale

Da oggi entra in vigore la ricetta digitale

Una piccola rivoluzione delle prescrizioni mediche. Nell’isola veniva sperimentata già da un anno

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SASSARI. Da oggi la ricetta digitale del medico varrà in tutto il territorio nazionale e non più solo in Sardegna. Una rivoluzione. La ricetta elettronica di prescrizione di farmaci infatti potrà essere utilizzata in tutte le farmacie d’Italia, indipendentemente dal medico che l'ha prescritta o dalla residenza dell’assistito. La novità entra in vigore a livello nazionale e riguarda solo la ricetta elettronica e non la ricetta rossa tradizionale, che non va ancora in pensione per tutti i casi previsti dalla normativa e per le prestazioni specialistiche. «Da oggi – spiega una nota dell’assessorato della Sanità – un cittadino sardo potrà recarsi nella farmacia di qualsiasi regione, mostrare il promemoria stampato dal proprio medico di famiglia e ritirare il farmaco, come se fosse nella farmacia sotto casa. Vale anche per i tanti turisti che frequentano la Sardegna, che non dovranno più ricorrere a un medico sardo, ma potranno utilizzare la ricetta elettronica del proprio».

La ricetta elettronica, o meglio il promemoria, è ormai diffusa e familiare anche in Sardegna, dove oltre il 90 per cento dei medici di famiglia e dei pediatri la utilizza nella propria pratica quotidiana. Dalle statistiche risulta che la ricetta dematerializzata, con oltre un milione di promemoria al mese, è già più utilizzata della ricetta rossa tradizionale, ferma a 700mila ricette a mese e in diminuzione.

Una rivoluzione che, però, creerà qualche problema. Soprattutto nel primo periodo. Ne è convinta la Fimmg, la federazione dei medici di famiglia. «Dietro i vantaggi della materializzazione si cela un rovescio della medaglia – spiega il segretario nazionale Giacomo Milillo –. Qualcuno ha confuso gli studi medici con quelli dei Caf, vista la mole di dati anagrafici, codici di esenzione dai ticket, adesso anche quelli di erogabilità e appropriatezza e quant’altro dovremo verificare. E in più il medico non potrà più contare sul supporto dell’assistente di studio nella velocizzazione delle procedure di ricettazione, e ci saranno complicazioni anche nelle procedure di coinvolgimento del sostituto medico che per il momento, salvo eccezioni, dovrà continuare a utilizzare la ricetta rossa. In conseguenza di ciò il rischio è che tutti gli oneri ricadranno sul titolare, con un aggravio di lavoro che significa tempo tolto alle visite e attese più lunghe per gli assistiti – conclude Milillo –. Una semplificazione delle procedure è ancora possibile». «Il nostro timore è che ci saranno problemi di comunicazione tra una regione e l’altra – aggiunge il presidente regionale Giovanni Barroccu –. Purtroppo non tutte le regioni hanno lo stesso sistema e finché ci saranno questi problemi di dialogo la riforma resterà sulla carta».

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