La Nuova Sardegna

Alcoa, giovedì la risposta della Glencore

di Tamara Peddis

La multinazionale svizzera deve dire se acquisterà la fabbrica. La preoccupazione degli operai

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CAGLIARI. In settimana i rappresentanti della Glencore diranno al Governo se hanno deciso di rilevare lo stabilimento ex Alcoa di Portovesme oppure abbandonare la trattativa.

L'incontro, nella sede del ministero per lo Sviluppo economico, è previsto con molta probabilità giovedì. «Le condizioni sulle politiche energetiche proposte dal Governo sono vicine a quanto richiesto, a suo tempo, dalla multinazionale svizzera, ma non sono esattamente le stesse», ha detto Rino Barca della Cisl ieri mattina ai cancelli dello stabilimento durante l'assemblea. Proprio questa differenza fra la richiesta e l’offerta ha diffuso una grande preoccupazione tra gli operai e i loro rappresentanti: c’è il rischio che la Glencore potrebbe dire no. «Una cosa è certa – hanno detto i sindacati – Glencore o no, noi non accantoniamo la speranza di vedere riaperto lo stabilimento; non abbiamo altro e per questo lottiamo da una vita».

Questo pomeriggio, in Regione, i rappresentanti dei lavoratori incontreranno il presidente Francesco Pigliaru per sapere dalla Giunta le novità sulla vertenza o possibili anticipazioni in vista dell'incontro Glencore-Governo. Tre anni di lotte, oltre 250 lavoratori che tra sette mesi perderanno anche l’assegno di mobilità, altri, quelli degli appalti, l'hanno già persa. La preoccupazione dei sindacati è che Alcoa possa smantellare gli impianti di Portovesme dopo aver aspettato oltre tre anni in attesa di una soluzione, Questo rischio di chiusura, gli americani ormai non hanno più interesse per Portovesme, ha aumentato la rabbia fra gli operai.

«Questa settimana sarà decisiva per la vertenza», ha detto Angelo Diciotti della Cub, per poi aggiungere: «Se la risposta che la Glencore darà al Governo sarà negativa siamo pronti a forti iniziative di protesta, non ci fermeremo e non siamo disposti dopo tutto questo tempo a lasciar perdere e a tirarci indietro».

Tra i lavoratori c'è anche attesa per le bonifiche che l'Alcoa dovrà effettuare alll'interno lo stabilimento. Queste attività interesseranno solo circa venti – venticinque unità, per cui comunque non risolveranno il problema del lavoro nel Sulcis», ha precisato Rino Barca.

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