Cisl: «Abuso dei voucher nel turismo»
Il segretario Farina: il boom è un trucco per nascondere il lavoro nero. In controtendenza la Starwood, azienda virtuosa
OLBIA. Precariato legalizzato. I sindacati criticano l’abuso dei voucher nel settore turistico. Nati per dare una risposta all’agricoltura, consentire assunzioni nelle aziende in crisi e garantire sostituzioni del personale, negli ultimi anni la loro finalità è stata snaturata. Da strumento di prestazione occasionale a metodo per nascondere il lavoro nero. Dal 2013 al 2014 l’utilizzo dei voucher in Sardegna è passato da 1.191.310 a 2.159.903, con un incremento del 90%. Il trucco è semplice: si paga un’ora di lavoro con il voucher e il resto della giornata si salda in nero. Una manna per gli imprenditori disonesti, un danno per le aziende che invece rispettano le regole.
Negli anni uno dei settori in cui questo sistema è cresciuto di più è proprio il turismo. Da 216.802 nel 2013 a 391.720 nel 2014. + 90%. I maggiori aumenti si registrano nelle province di Olbia-Tempio dove sono passati da 34.521 a 93.835; Cagliari da 43.935 a 98.912; Sassari da 39.063 a 63.516. L’attività agricola, bacino di origine del lavoro occasionale accessorio rappresenta nell’isola poco più dell’1 per cento dei voucher venduti. «Da alcuni anni hotel e aziende dei servizi turistici li utilizzano sempre di più – denuncia Alberto Farina, segretario aggiunto Cisl Gallura –. Un sistema che sta creando un nuovo precariato legalizzato. Come Cgil, Cisl e Uil puntiamo a modificare il sistema a livello nazionale. I voucher erano nati per dare risposte occupazionali nel settore agricolo, in particolare nel periodo della vendemmia. Oggi sono usati in ogni settore». Ogni voucher vale 10 euro. 7,50 sono per il lavoratore, 3,50 euro per l’Inps. Dal 2012 con la legge Fornero, poi ampliata con il Jobs act, i voucher sono stati estesi a quasi tutti i settori produttivi, diventando in molti casi, uno strumento per non pagare i contributi e mascherare lavoro nero. «La cosa grave è che vengono usati come uno stipendio – aggiunge Eleonora Careddu, segretaria provinciale Fisascat Cisl -, ma il lavoratore non ha diritto agli ammortizzatori sociali e a livello pensionistico il contributo è irrisorio».
La Cisl cita la Starwood come azienda alberghiera virtuosa. «Non solo non utilizza i voucher, ma ha un approccio al personale di grande maturità – dichiara Giuseppina Pittalis, segretaria Filcams Cgil Gallura –. Qualche settimana fa abbiamo discusso l'accordo di produttività che per quest’anno fa registrare un incremento medio di 80-100 euro per stagionali e non. Una azienda virtuosa che crede e investe sul personale».
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