Busia: l’isola si deve adeguare
Il consigliere chiede l’uso nei documenti di termini non discriminatori
CAGLIARI. «La Sardegna deve adeguarsi alle linee guida nazionali sul linguaggio di genere». Lo ha sollecita la consigliera regionale del Centro democratico Anna Maria Busia con una proposta presentata nell’aula commissione Autonomia dell’Assemblea sarda, che ha cominciato l’esame del disegno di legge sulla semplificazione amministrativa. «È questa l’occasione – scrive Anna Maria Busia – per consentire alla Sardegna di adeguarsi alle direttive che impongono alle pubbliche amministrazioni il dovere di utilizzare in tutti i documento di lavoro un linguaggio non discriminatorio». Secondo la consigliera regionale «diversi Comuni e alcune Regioni come l’Emilia-Romagna hanno già aderito alle linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo. L’uso generalizzato del maschile nel linguaggio è un potente strumento per neutralizzare l’identità culturale e di genere». In sostanza anche la Regione «dovrà adottare un linguaggio non discriminante, , identificando sia il soggetto femminile sia quello maschile in atti amministrativi e corrispondenza, denominazioni di incarichi, funzioni politiche e amministrative».
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