Ex Alcoa, i sindacalisti giù dal silo
A convincerli a fermare la protesta l’incontro a Roma tra Renzi e Pigliaru
PORTOVESME. Sono scesi ieri in tarda mattinata da quella torre industriale alta 60 metri che li ha esposti a una forte azione mediatica con l'obiettivo di dare una smossa al Governo. I tre segretari metalmeccanici del Sulcis Iglesiente, Roberto Forresu (Fiom), Rino Barca (Fim) Daniela Piras (Uilm) , fortemente provati da 4 giorni di occupazione sul silo di raccolta carbon Coke dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme, hanno deciso di porre fine alla protesta dopo una lunga assemblea dei lavoratori all'indomani dell'incontro a Palazzo Chigi tra il premier Matteo Renzi e il presidente della Regione Francesco Pigliaru per discutere proprio sulla vertenza. Al colloquio romano ha partecipato anche il sottosegretario Claudio De Vincenti e, per telefono, il ministro dello sviluppo economico Federica Guidi. Il premier ha condiviso l'impegno di operare affinchè rimangano aperte le prospettive di ripresa del sito di Portovesme e le misure predisposte per il contenimento del costo dell'energia nel rispetto delle normative europee ed italiane. «Con questa protesta abbiamo chiesto risposte al Governo, non ci siamo illusi di ottenere la soluzione immediata perché sarebbe un sogno – dicono – i tre sindacalisti appena scesi dal silo davanti a centinaia di lavoratori riuniti in assemblea –. Sembrava che a Palazzo Chigi la nostra vertenza fosse passata nel dimenticatoio e la trattativa con la Glencore si fosse interrotta; la nostra azione di protesta ha richiamato l'attenzione delle maggiori istituzioni che hanno potere nelle soluzioni che chiediamo. Ora vigileremo sugli impegni presi».
Sulla fine della protesta si è espresso anche il presidente Pigliaru. «Siamo molto contenti che abbiano voluto lasciare il tetto del silo; questa decisione testimonia fiducia nel lavoro che le istituzioni stanno portando avanti», ha commentato Pigliaru, sottolineando che «collaborare in un clima di fiducia è essenziale per raggiungere l'obiettivo». L'obiettivo è quello consentire alla multinazionale svizzera Glencore di rilevare lo stabilimento di alluminio primario che Alcoa ha deciso di chiudere nel 2012. La società svizzera ha posto però particolari condizioni sui costi dell'energia sui quali sta lavorando il Governo secondo il protocollo di intesa firmato con la stessa Glencore. Consapevoli del fatto che la situazione è ancora tutta da risolvere, sindacati e operai ritengono che la presa di posizione ufficiale di Renzi rappresenti un passo avanti.
A qualche chilometro di distanza dallo stabilimento ex Alcoa c'è la Portovesme srl (di proprietà della Glencore) che da gennaio non ha ancora usufruito del regime della super interrompibilità nonstante gli impegni assunti a dicembre dal ministero dello Sviluppo economico. La società ha fatto sapere alla rsu che qualora il regime non sarà rinnovato si potrebbe verificare la fermata di alcuni impianti produttivi. La Filctem Cgil, ieri in un comunicato, ha sollecitato con preoccupazione la classe politica sarda affinchè chieda al Governo l'attuazione degli impegni assunti.
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