Cicalò: non è un abuso, il dipendente è tutelato
SASSARI. La domenica lavorativa fa infuriare i sindacati. Ma ovviamente dai commercianti è vista come oro colato. La Confcommercio crede nell’importanza dell’apertura nei giorni festivi. Agostino...
SASSARI. La domenica lavorativa fa infuriare i sindacati. Ma ovviamente dai commercianti è vista come oro colato. La Confcommercio crede nell’importanza dell’apertura nei giorni festivi. Agostino Cicalò, presidente regionale della Confcommercio, sostiene che l’economia italiana sia troppo debole per permettersi il lusso del riposo domenicale. E allo stesso tempo dipinge un quadro meno nero di quello disegnato dai sindacati.
C’è nel contratto. Agostino Cicalò ci tiene a precisare che lavorare la domenica non equivale di certo allo sfruttamento del lavoratore. «È previsto dal contratto, non è un abuso del rapporto tra datore e dipendente – dice il presidente della Confcommercio sarda –. Inoltre c’è una maggiorazione salariale che premia il lavoratore». Agostino Cicalò fa anche delle distinzioni. Secondo lui non tutte le realtà sono uguali. «È vero, la domenica si lavora sempre di più – spiega –. Ma spesso, a seconda dei contratti, il lavoratore può godere di due giorni liberi a settimana. Inoltre penso che sia un problema organizzativo. Infatti molto può dipendere dal luogo di lavoro: sono tante le imprese che si organizzano e che permettono ai propri dipendenti di strutturarsi i turni. La situazione si può gestire e può essere compatibile con le esigenze di tutti».
I consumi. Secondo i sindacati le aperture domenicali non incidono sui consumi. Il presidente della Confcommercio non la pensa esattamente allo stesso modo. «Si dice che i consumi verrebbero spalmati. Ma non è del tutto vero, perché il consumatore va a fare la spesa quando può. E ce lo hanno dimostrato diversi test» sostiene sicuro Agostino Cicalò. Il presidente della Confcommercio, comunque, non vuole tirare in ballo le trasformazioni della società dei consumi. «Il ragionamento è lungo e voglio andare al di là della filosofia – prosegue Cicalò –. Noi sappiamo solo che in Italia e in Sardegna stiamo ancora soffrendo molto, soprattutto per quanto riguarda i consumi interni. Penso che la nostra economia non sia così forte da poter evitare il lavoro domenicale».
Mancata unione. Nonostante tutto, comunque, Agostino Cicalò non è un ultrà della domenica tra casse e scaffali. «Potremmo anche decidere di non lavorare la domenica – spiega –. Però quanto è difficile mettere d’accordo tutti noi commercianti?». Il presidente della Confcommercio fa mea culpa. «È difficile. E questa è una critica alla mia categoria – conclude Agostino Cicalò –. Per prendere una decisione di questo tipo servirebbe tanto coraggio e tanta unione. Ma almeno per il momento mi sembra un qualcosa di praticamente impossibile». (d.b.)
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