Con documenti falsi cercano di imbarcarsi
ARBATAX. Erano in 59, tutti profughi somali fra i 14 e i 20 anni, tra loro anche una ragazza di 16 anni incinta: provenienti da alcuni centri di accoglienza dell'isola (Cagliari, Sassari e Porto...
ARBATAX. Erano in 59, tutti profughi somali fra i 14 e i 20 anni, tra loro anche una ragazza di 16 anni incinta: provenienti da alcuni centri di accoglienza dell'isola (Cagliari, Sassari e Porto Torres) martedì volevano imbarcarsi ad Arbatax sul traghetto Janas della Tirrenia, partito alle 19 da Cagliari e diretto a Civitavecchia. Avevano dei biglietti regolari – molti dei quali acquistati on line – ma le loro carte di identità erano contraffatte. Solo sei di loro avevano i documenti in regola e si sono potuti imbarcare. Il traghetto è ripartito all'1.20 invece che alle 24. I profughi hanno trascorso la nottata all'interno della stazione marittima mai inaugurata, dormendo a terra, solo con una coperta. Ma nonostante i grandissimi disagi e il freddo, nei loro occhi si leggeva una speranza di una nuova vita.
Sono stati fotosegnalati e identificati nel commissariato e in mattinata, poco dopo le 9, i carabinieri hanno distribuito la colazione portata dalla Caritas. E quando hanno finito di mangiare i profughi hanno ripulito tutto, depositando bicchieri e quant'altro nei sacchi dei rifiuti. A pranzo, la Caritas diocesana (guidata da don Giorgio Cabras) ha fatto avere i pasti nel vicino Centro pesca, mentre in serata in commissariato. E hanno trascorso la notte, in un letto, sempre grazie alla Caritas diocesana, nella Colonia Madonna d'Ogliastra. Uno dei profughi ha avuto un malore ed è stato trasportato in ambulanza in ospedale. Questa mattina con un pullman verranno trasportati in Prefettura a Nuoro per la richiesta di asilo politico.
A insospettire i carabinieri (comandati dal capitano Claudio Paparella), gli agenti del commissariato di Polizia (con il dirigente Riccardo Signorelli), e gli uomini dell'Ufficio circondariale marittimo Arbatax (al comando del tenente di vascello Rocco Landi), era stata prima la presenza di numerosi giovani stranieri nella zona. E più tardi la segnalazione di un autista di un pullman di linea Arst proveniente da Cagliari (arrivato a Tortolì alle 20.20) che ha segnalato la presenza a bordo di un nutrito gruppo di giovanissimi migranti. Altri pare fossero già arrivati in precedenza, da Sassari. E tutti, a piedi, hanno raggiunto Arbatax. Qui gli uomini del Circomare, insieme ai carabinieri, hanno bloccato il loro imbarco. E dopo sono giunti anche i poliziotti. I 59 profughi erano in possesso di biglietti acquistati on line, ma in 53 hanno presentato documenti, soprattutto carte d'identità, contraffatte. Le forze dell'ordine stanno anche cercando di capire chi ha fornito loro i documenti fasulli. Come ha spiegato, in inglese Abdul Ahi, 16 anni «tutti intendevamo raggiungere Roma: diversi si sarebbero fermati nella capitale mentre altri volevano arrivare in altri Paesi, dove già vi sono dei familiari». Grazie alla presenza del mediatore culturale Albert Denilson hanno spiegato le ragioni dell’arrivo ad Arbatax: «Non vogliamo stare qui in Sardegna perché intendiamo raggiungere familiari e parenti». E tutti si trovano lontano dall’isola.
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