Sciopero dei dipendenti dell’hangar
Le maestranze iper specializzate ottengono la rinuncia agli operai esterni e chiedono la revoca dei 75 licenziamenti
OLBIA. Una giornata da vecchi, gloriosi tempi. Decine e decine di operai dell’hangar Meridiana - operai iper specializzati per la verità - che fanno un’assemblea a oltranza, bloccano le attività, protestano civilmente sotto la palazzina dei dirigenti a Olbia e alla fine ottengono una parte (la prima parte) di quello che chiedono: la rinuncia ai tecnici esterni, con 24 mandati via ieri a mezzogiorno. La seconda parte proveranno a strapparla oggi a Meridiana: la revoca dei potenziali licenziamenti, 75 su un organico di 291 lavoratori capaci di smontare e rimontare un aereo, che sia Boeing o Airbus, alla perfezione.
«Gli esuberi non ci sono, perché a esserci è il lavoro - dice Agostino Putzu, leader dei Cobas -. C’è solo un’organizzazione aziendale incapace di fare la programmazione per i lavoratori e di creare sviluppo». Una linea che la Filt-Cgil ha sempre portato avanti. Sostenendo questa tesi: Meridiana ha tutte le possibilità per “curare” ancora più aerei, tanto più se ci sarà l’accordo con Qatar Airways. «Ma anche ora il lavoro, con le commesse interne e quelle delle altre compagnie, è tanto - dice Franco Monaco, segretario provinciale della Filt-Cgil -. Tanto è vero che l’azienda fa ricorso a consulenti esterni. Noi abbiamo chiesto due cose: niente più consulenti, nessun esubero».
La pressione dei lavoratori ha cambiato il panorama. L’assemblea a oltranza di ieri sarà ripetuta anche oggi. Fino a quando non ci sarà una risposta di Meridiana. «I lavoratori, sotto la minaccia dei licenziamenti, non se la sentono più di andare a lavorare» spiega Putzu. Meridiana, dopo aver annullato i contratti con i consulenti esterni, ha convocato per oggi i sindacati: un’astensione prolungata dal lavoro dei tecnici potrebbe portare alla paralisi degli aerei, va trovata una soluzione. «E vogliamo che l’incontro con l’azienda sia a oltranza: da lì dobbiamo uscire con esuberi zero» chiarisce Monaco.
L’impressione è che l’intesa sul’hangar possa essere trovata, superando alcune resistenze dei dirigenti, preoccupati per gli effetti sulla trattativa sulla compagnia aerea.
Sempre ieri, infatti, Meridiana ha visto prima i sindacati sui piloti (142 dichiarati in esubero su 205) e poi sugli assistenti di volo (649 a rischio su 714). Nessun passo in avanti, l’intesa - da chiudere entro fine giugno - appare lontana.
«Riteniamo che questa procedura di mobilità sia illegittima in quanto in violazione di quanto sancito con l'accordo quadro del 30 aprile 2015, con cui l’azienda si impegnava a non avviare i licenziamenti - dice Elisabetta Manca, segretario provinciale Uilt, riassumendo i verbali firmati -. Contestiamo il fatto che la procedura riguardi solo una parte del gruppo Meridiana. Per queste motivazioni, chiediamo la procedura venga ritirata».
Sui piloti, come più volte annunciato dall’azienda, l’accordo è possibile. Anche in questo caso gli esuberi potrebbero essere pari a zero. Sempre che ci sia l’accordo per l’ingresso di Qatar Airways nel capitale di Meridiana. La svolta potrebbe arrivare dal contratto del trasporto aereo. Quello che vogliono i sindacati nazionali, quello a cui il Qatar deve dire sì. A giorni la risposta.
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