Consigliere in cella, scatta la sospensione
Il caso di Giovanni Satta: avviata la procedura prevista dalla legge Severino. Iter fermo invece per Peru, anche lui in carcere
CAGLIARI. Giovanni Satta, il consigliere regionale dell’Uds in carcere per associazione a delinquere e traffico internazionale di stupefacenti, è sotto scacco anche se ancora non ha giurato in aula. La prefettura di Cagliari ha avviato la procedura di sospensione prevista dalla legge Severino contro la corruzione in politica. L’avvio dell’iter è stato comunicato al Consiglio regionale, che ora dovrà aspettare la scontata decisione di Palazzo Chigi, non sarà comunque prima di due mesi, per congelare il seggio di Satta, che però incasserà lo stesso il 70 per cento dello stipendio base, e poi nominare il sostituto a tempo. Il nome del consigliere regionale in arrivo – a proclamarlo dovrà essere l’Ufficio elettorale della Corte d’appello – è quello di Manuele Marotto, secondo dei non eletti, il primo era Satta, dell’Uds in Gallura nelle elezioni del 2014.
Mancato giuramento. Dopo il no del giudice al permesso speciale chiesto per uscire dal carcere, Satta è detenuto a Bancali, era ovvio che il neo consigliere regionale non potesse presentarsi in aula per il giuramento. Così è stato. Alle 10 e qualcosa non ha risposto all’appello e la Giunta delle elezioni ha preso atto dell’impedimento. Ma va detto che, nonostante l’assenza, Satta non perderà il diritto al seggio – gli è stato riconosciuto dalla Corte d’appello – e infatti in qualunque momento potrà giurare. Con due clausole: dovrà essere sempre autorizzato dal giudice anche se dovesse finire agli arresti domiciliari o sottoposto ad altri provvedimenti restrittivi della libertà (ad esempio l’obbligo di dimora) e soprattutto quel «lo giuro» dovrà arrivare prima della sospensione decisa dal Consiglio dei ministri.
Sospiro di sollievo. Nessuno l’ha detto ad alta voce, ma è chiaro che il mancato giuramento ha fatto tirare il fiato a molti. Sarebbe stato imbarazzante il rito di vedere e sentir dichiarare fedeltà alla Repubblica da parte di «un onorevole detenuto». Sarebbe stato un altro pesante colpo all’immagine di una legislatura, come le altre due passate, già segnata da diverse inchieste giudiziarie.
Iter immediato. L’avvio della procedura per Satta è stato immediato, con la conferma – come sostenuto da più parti – che prima non fosse necessario il giuramento. È l’articolo 8 della legge anticorruzione a disporre che «la sospensione diventi esecutiva nei confronti di coloro ai quali l’autorità giudiziaria abbia applicato, anche con provvedimento non definitivo, una misura di prevenzione in quanto indiziati di appartenere a un’associazione finalizzata a traffici illeciti», è il caso di Giovanni Satta. È sempre la Severino a indicare il percorso da seguire: comunicazione della procura della Repubblica, in questo caso quella distrettuale di Cagliari, alla prefettura. Prefettura che poi invierà la segnalazione al Consiglio dei ministri e, una volta ricevuto da Roma l’atto di sospensione, la girerà al Consiglio regionale, che può solo prendere atto del provvedimento.
Il caso Peru. Se per Satta la procedura è scattata, non sarebbe accaduto lo stesso per l’altro consigliere regionale in carcere. È il vicepresidente Antonello Peru (Forza Italia), arrestato il 5 aprile (un giorno prima di Satta) per l’inchiesta «Sindacopoli2» e anche lui accusato di associazione a delinquere ma finalizzata agli appalti. Finora al Consiglio regionale dalla prefettura (l’inchiesta è coordinata dalla Procura di Oristano) non è arrivata la comunicazione di avvio della Severino per il vicepresidente dell’aula. Va ricordato che i due onorevoli sono rinchiusi nella stessa cella del carcere di Bancali. (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
