Ragazzo modello tra studio e calcio
Il giovane aveva appena terminato l’allenamento con la sua squadra
SORSO. Le case, da una parte e dall’altra. E la gente che - all’improvviso, quando è quasi ora di cena - si affaccia su una tragedia terribile, di quelle da voltare la faccia con la speranza che non sia vero. Mamme, e qualche padre che era già rientrato sono corsi fuori, l’hanno visto rialzarsi quel ragazzino dalla faccia pulita, sfilarsi il casco e guardare, senza una parola. Poi più niente. Giorgio Cattari se n’è andato così, accanto alla moto che aveva appena cominciato a godersi. Aveva solo 16 anni, non faceva cose stravaganti, anzi valorizzava la prudenza in tutto quello che realizzava.
Studente del liceo Scientifico Marconi di Sassari, frequentava la terza D, aveva amici ovunque «perché era uno che si sapeva comportare».
Dolore, tristezza e incredulità nel’ambiente della scuola, ieri sera, appena si è diffusa la notizia. «Aspettiamo – hanno detto alcuni compagni – perché non può essere vero. Giorgio era con noi oggi...».
Un attimo, un gesto che può cancellare per sempre una giovane vita. Giorgio aveva terminato da poco l’allenamento al campo della Piramide: giocava a calcio con il Sorso, era uno di quei ragazzi della “cantera” che al pallone dedicavano tutto: passione e sogni.
Quando la società ha saputo la notizia dell’incidente mortale ha atteso incredula prima di fare qualunque cosa. Poi la decisione di listare a lutto il simbolo del Sorso Calcio e due righe sul profilo Facebook: «Non ci sono parole sufficienti per esprimere il dolore che ha colpito tutti. La scomparsa di Giorgio Cattari ci ha lasciati attoniti e increduli. Alla famiglia di Giorgio rivolgiamo il nostro pensiero per questa tragedia che lascia un vuoto inconsolabile in chi lo ha conosciuto e voluto bene». Così hanno scritto i dirigenti.
Elegante, tecnico, instancabile, generoso: abbiamo messo in fila le prime quattro qualità raccontate tra le lacrime dai compagni di squadra. Giorgio Cattari aveva appena salutato dopo la partitella, si era portato dietro le ultime battute, gli scherzi, l’allegria di chi ha 16 anni e li vive senza sporcarli. E aveva dato appuntamento al giorno dopo. Uno di quei giorni che purtroppo non verranno mai. (g.b.)
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