Aias, la dirigenza si appella alla Regione
CAGLIARI. I lavoratori iniziano a pensare positivo, il pressing serrato nei confronti dei vertici dell’associazione e della Regione inizia a dare i suoi frutti. Lo stipendio non arriva da 5-6 mesi e...
CAGLIARI. I lavoratori iniziano a pensare positivo, il pressing serrato nei confronti dei vertici dell’associazione e della Regione inizia a dare i suoi frutti. Lo stipendio non arriva da 5-6 mesi e la situazione, nei 49 centri Aias e nelle 3 Rsa gestite dalla Fondazione Stefania Randazzo, è molto tesa. Ieri è circolata con insistenza una notizia smentita dalla presidente dell’Aias Anna Paola Randazzo: diceva che l’Aias nazionale avrebbe deciso di commissariare l’Aias Sardegna, finito nella bufera per i maltrattamenti verso i pazienti all’interno della struttura di Decimomannu, e da diverse settimane pressato dai creditori che battono cassa e dai lavoratori che reclamano il loro diritto a essere pagati. Dopo l’ultima comunicazione dell’assessore Arru, che ha invitato le Asl a procedere al pagamento degli stipendi arretrati ai 1400 dipendenti applicando l’articolo 1677 del codice civile, la dirigenza ha scritto una lettera al presidente della Regione Francesco Pigliaru. Anna Paola Randazzo chiede che venga liquidato all’Aias un credito di 8milioni 200mila euro che l’associazione vanta nei confronti dell’ex Usl 2 di Alghero. Con quei soldi, scrive la presidente, potranno essere pagati gli stipendi ai dipendenti senza ricorrere all’articolo 1676. I lavoratori, però, non si fidano. E, in numero sempre maggiore, continuano a presentare denuncia all’Ispettorato del lavoro. (si. sa.)
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