La Nuova Sardegna

Su Ryanair continua lo scontro

Su Ryanair continua lo scontro

Botta e risposta tra Ugo Cappellacci e Silvio Lai sull’emergenza trasporti

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SASSARI. Il gigante dei blu rimane arroccato nella sua casa di Dublino. Lo scontro ad alta quota è nella politica sarda. Le parole dell’assessore ai Trasporti Massimo Deiana «Riflettiamo prima di fare altri viaggi della speranza», hanno scatenato una tempesta. I sindaci di Alghero e Sassari hanno replicato all’assessore. Mario Bruno è arrivato a chiedere le dimissioni di Deiana. Nicola Sanna non nasconde la sua amarezza. «L’iniziativa dei sindaci risponde alle necessità dei cittadini. La nostra missione a Dublino, così come quella a Roma al ministero delle Infrastrutture, si è resa necessaria di fronte ai due anni e mezzo trascorsi in attesa del pronunciamento della commissione europea sugli aiuti di stato ai vettori aerei low cost. In questo periodo, abbiamo atteso con fiducia la forte iniziativa della giunta regionale verso il governo e la commissione Ue. Un’azione che tarda a mostrare la sua efficacia». Taniche di benzina facili da utilizzare per l’opposizione. L’ex governatore Ugo Cappellacci va all’attacco. «Il taglio delle rotte Ryanair e la cancellazione della continuità per le rotte minori sono gli unici risultati ottenuti da una giunta poltrona, spocchiosa, capace di esasperare anche i sindaci più allineati – dice Cappellacci –, Tra annunci di presunte navette, bandi annunciati e mai pubblicati ed altri finiti nel vuoto, siamo arrivati alla vigilia dell’estate 2016, summer per gli assessori che, solo a parole, vogliono darsi un tono internazionale, senza che esista uno straccio di atto concreto». Ma con una marcatura a uomo subito arriva la replica del senatore Pd Silvio Lai. «Leggo le dichiarazioni di chi ha avuto responsabilità negli scorsi 5 anni in Regione. Emerge evidente il tentativo solito di gettare fumo negli occhi – dice Lai –. Ma il fumo non nasconde le contraddizioni. Non si capisce quale sia la responsabilità della giunta se non di applicare leggi e norme. O forse è una colpa cercare di evitare il fallimento di una società, la Sogeaal, che nel passato è stata appesantita da costi maggiorati e impropri. I fatti e i numeri sono chiari: Ryanair ha preso sino al 2013 18 milioni di euro all'anno dalla Regione, 12 per Alghero e 6 per Cagliari. Non sono pochi, basta pensare che in tre anni abbiamo dato a Ryanair quanto costava costruire il nuovo ospedale di Alghero o San Gavino. Dal 2014, con la scadenza della legge, come sapeva in anticipo la giunta Cappellacci che non si è attivata per superare il problema, le risorse si possono dare ma solo con bandi pubblici, bandi a cui la società irlandese non intende partecipare perché vuole averli direttamente, in contrasto con la crescente attenzione della Ue sul tema della concorrenza e con le norme approvate dal 2013 in poi. I tentativi di strumentalizzare la vicenda Ryanair attribuendo responsabilità a Regione o Governo sono stucchevoli e populistici, se a farli è chi ha avuto responsabilità nel recente passato. Se le operazioni di supporto alle compagnie low cost decise dalla sua giunta fossero state in linea con quanto previsto dalle normative europee ora la questione sarebbe chiusa. Ora non serve l'agire superficiale e sconclusionato. Lo richiede la delicatezza della questione in oggetto oltre che il buon senso da parte di cui non può certo fare lezioni, e non solo perché non ha il titolo di professore».

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