Sì al congresso ma sulla data salta l’intesa
Solo l’area Fadda-Cabras vorrebbe celebrarlo prima del referendum costituzionale, tutte le altre dopo
TRAMATZA. Soru non s’è visto ed era scontato che non ci fosse. Pigliaru, che non è iscritto al Pd, era atteso ma avrebbe rinviato la partecipazione ad altra data. C’era Paolo Fadda, che guida, insieme ad Antonello Cabras, assente, la corrente dei popolari-riformisti. Alla convocazione hanno risposto tutti gli altri: dai consiglieri regionali ai parlamentari, anche se entrambi non hanno diritto di voto. Ma sono stati comunque loro a prendere in mano le redini dell’assemblea, dopo che il direttorio delle correnti aveva deciso non più di due interventi a testa. Luigi Lotto (soriano) ha detto: «Dobbiamo vincere prima le elezioni, poi il referendum e solo dopo, quando saremo più forti e compatti, andiamo al congresso». Giacomo Spissu (popolari-riformisti) quella data invece vorrebbe anticiparla a settembre: «Detto che noi esistiamo se saremo capaci di unirci davvero intorno al Pd, credo sia meglio rimetterci subito nelle mani dei nostri elettori, il popolo delle primarie». Per Gavino Manca (renziano) «la nostra prima scadenza non può essere contarci in un congresso, ma il referendum costituzionale. È in quell’occasione che ci giocheremo tutto» e «quindi, una volta ritrovata l’unità, cerchiamo una soluzione transitoria e poi quella definitiva, con l’elezione del nuovo segretario, in autunno». È proprio sulla data delle primarie che le correnti sono ancora lontane, mentre sul nome del traghettatore pare non abbiano fretta: «Uno capace lo troviamo di sicuro», è stato ripetuto più volte e da qualunque parte nell’anticamera dell’assemblea. Caterina Pes (soriana) è stata ottimista: «Se, come pare, abbiamo ritrovato la condivisione, non sprechiamola con nuovi litigi su quel mese o su un altro. L’accordo può essere trovato, basta volerlo e noi lo vogliamo». Romina Mura (popolare-riformista ma non ortodossa) ha rilanciato: «Da qui al voto referendario, non dobbiamo spaccarci. Continuiamo a essere compatti oggi e poi anche da giugno, elezioni amministrative ed eventuali ballottaggi, fino in autunno, referendum, e poi sceglieremo». È stata la stessa la linea portata avanti da Pietro Cocco (soriano): «In queste settimane, togliamo fuori il meglio che abbiamo e puntiamo rinforzare i nostri sindaci e la Regione dove governiamo. Poi vinto anche il referendum, saranno gli iscritti a decidere». Lunedì 30 maggio il direttorio delle correnti si è autoriconvocato per sciogliere le ultime due riserve: nome del traghettatore e data del congresso. Poi, a metà giugno, saranno i 160 delegati a dire l’ultima parola. (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google