Delrio chiude una campagna senza big
Oggi arriva il ministro. Pochi leader a sostenere i candidati, Renzi e Berlusconi lontani dall’isola. Ieri Tabacci a Cagliari
CAGLIARI. Di solito era un via di pezzi da novanta, compresi molti ministri, stavolta no. A tre giorni dalle Comunali, per contare quanti big sono arrivati in missione elettorale bastano le dita di una mano sola. Due ministri a Olbia, la settimana scorsa Maria Elena Boschi, oggi Graziano Delrio, il sottosegretario Luca Lotti a Cagliari poi solo capigruppo del Pd in Parlamento e uno o due leader dei partiti minori del centrosinistra. Anche gli altri due schieramenti hanno preferito fare da soli o quasi. Niente Berlusconi per il centrodestra ed era inevitabile che fossi così dopo che, a Cagliari, Forza Italia ha dovuto rinunciare persino al simbolo pur di correre a fianco dell’ex Massidda. I 5 Stelle invece hanno ricevuto in visita 3 su 5 del direttorio nazionale, Di Battista, Di Maio e Sibilia, e non Grillo. Per la chiusura domani a Cagliari il magistrato Ferdinando Imposimato.
Il caso Cagliari. Il Governo non si è visto. Come mai? La diserzione non può essere dovuta solo al caso o all’agenda troppo fitta di Palazzo Chigi. Esclusa la toccata e fuga del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Lotti, che tra l’altro lo stesso giorno doveva essere a Pula per un evento nazionale, di sicuro l’assenza nasconde altri motivi. A cominciare da questo: c’è stata una precisa scelta della coalizione che sostiene Massimo Zedda. Nonostante gli ottimi rapporti personali fra Renzi e il sindaco, la variegata alleanza, con Sel in testa, avrebbe preferito tener lontano il sospetto di una sovrapposizione fra il Governo e le Comunali. Perché? La risposta è molto facile: Sel, il partito di Zedda, è all’opposizione in Parlamento, e poi i partiti indipendentisti nella stessa cordata mai finora sono stati teneri con Renzi e i suoi ministri. Così per evitare possibili malumori da parte dell’elettorato più fedele, Sel e gli altri hanno detto «no grazie» al sostegno esterno. La riprova? L’arrivo del premier per firmare il Patto con la Sardegna, molto atteso e ci sarebbero diversi milioni destinati alla continuità territoriale, ai treni e all’energia, è stato posticipato a dopo l’eventuale ballottaggio, il 19 giugno, e anche questo rinvio qualcosa vorrà pur dire.
Tabacci (Cd) a Cagliari. Il leader del Centro democratico, Bruno Tabacci, ha partecipato, insieme al deputato Roberto Capelli e ai consiglieri regionali Roberto Desini e Anna Maria Busia, alla presentazione della lista per le Comunali di Cagliari. Dopo aver detto che Zedda è stato un ottimo sindaco, («Proviamo a rieleggerlo al primo turno») e di essere invece «molto preoccupato per quanto potrebbe accadere a Roma», il segretario ha parlato del prossimo referendum costituzionale. «Sarebbe un delitto mandare tutto a rotoli solo per odio nei confronti di Renzi, perché trascorrerebbero altri trent'anni senza cambiare la Carta come chiediamo da tempo». A ottobre, ha annunciato, voterà Sì. «Altro non avrebbe senso. Quella approvata è la soluzione che più si avvicina alle riforme necessarie. Certo, si poteva fare meglio, ma va bene così».
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