La sfida M5S per Roma e Torino
Il Movimento crede nei ballottaggi nelle due città, ma spera anche a Bologna
ROMA. La prima volta senza Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo. Il voto di domenica per le amministrative rappresenta il debutto ufficiale alla guida del M5S per il direttorio pentastellato e Davide Casaleggio: uno stress test per la macchina organizzativa del movimento in vista del referendum di ottobre e delle prossime elezioni politiche con la speranza di lanciare la sfida finale a Matteo Renzi. I cinquestelle si giocano molto della loro credibilità politica sull’esito del voto. Le speranze sono riposte soprattutto su Virginia Raggi. La candidata del M5S a sindaco di Roma, data per favorita nei sondaggi delle scorse settimane, chiude la propria campagna a piazza del Popolo. Grillo fisicamente non c’è. Appare però in video ironico dove il fondatore cammina sulle acque. «Con il movimento 5 Stelle l’impossibile diventa possibile: governare Roma è una missione impossibile ma noi lo faremo diventare possibile», dice. La sua assenza pesa. La presenza del premio Nobel Dario Fo, quella dell’attore Claudio Santamaria, il contributo del cantante Fedez e l’intervento di Alessandro Di Battista sono il tentativo evidente di non far sentire la mancanza di «Beppe». L’apertura della kermesse è affidata a un video strong che mostra uomini incravattati che si mangiano Roma ingurgitando supplì e scambiandosi mazzatte fino a quando non irrompe la Raggi che raccoglie l’arco di Costantino. Per i parlamentari cinquestelle è la prima volta da soli. «Le persone devono cominciare a seguire non Grillo o un’altra figura, ma le nostre idee, il nostro metodo. Se il Movimento diventa una faccia, qualsiasi essa sia, ha fallito la sua rivoluzione culturale», spiega Roberto Fico. «Poi certo, dopo 10 anni di palchi insieme Beppe mi manca sempre. Ma è il nostro garante, ha un ruolo fondamentale», aggiunge. Le parole del deputato campano e membro dei direttorio M5S vengono lette dal Pd come un attacco al «presenzialismo» di Luigi Di Maio. Il vicepresidente della Camera chiude la campagna elettorale a Napoli, proprio a fianco di Fico, per sostenere il candidato Matteo Brambilla. Anche altri parlamentari pentastellati chiudono le campagne elettorali negli altri grandi centri dove si vota: da Milano a Torino e Bologna. Per la corsa a sindaco del capoluogo lombardo c’è la consapevolezza che i candidati di Pd e centrodestra sono inarrivabili. Quanto a Torino, invece, si punta a portare il sindaco uscente Piero Fassino al ballottaggio e giocarsi tutto grazie alla outsider Chiara Appendino data in forte rialzo. A Bologna, invece, sarà messa alla prova la linea ortodossa interna al M5S: Massimo Bugani dovrà fare i conti con i malumori di chi guarda con simpatia Federico Pizzarotti.
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