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«C’è un debito morale verso i popoli africani»

«C’è un debito morale verso i popoli africani»

SASSARI. Davanti alla Casa della fraterna solidarietà a Sassari ogni giorno la fila dei bisognosi si allunga un po’. Ad accoglierli c’è il fondatore Aldo Meloni. «Io mi guardo bene da chiedere, a...

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SASSARI. Davanti alla Casa della fraterna solidarietà a Sassari ogni giorno la fila dei bisognosi si allunga un po’. Ad accoglierli c’è il fondatore Aldo Meloni. «Io mi guardo bene da chiedere, a chiunque si presenti, perché sia qui, da dove venga, quale sia il suo dio. Do semplicemente da mangiare agli affamati, chiunque essi siano, e lo faccio senza sbirciare l’Isee. Quanto ai migranti, non dobbiamo dimenticare che abbiamo derubato per decenni i popoli dell’Africa e ora non possiamo girarci dall’altra parte. Però è vero che andrebbero aiutati a casa loro, perché con 40 euro lì una famiglia campa per giorni. Invece qui li facciamo morire affogati, e quando gli va bene li abbandoniamo con un cappellino in mano».

Anche Roberto Schirru, ex consigliere comunale di Sassari, promotore di diversi progetti umanitari in Africa, l’ultimo dei quali la costruzione di una scuola a Kibiri (Uganda), ritiene che l’Occidente e la Chiesa abbiano il dovere morale dell’accoglienza senza se e senza ma: «Vorrei ricordare al Vescovo Atzei alcuni dati: negli ultimi 50 anni, la popolazione dell’Africa sub-sahariana è passata da poco più di 200 milioni ad oltre 1 miliardo di abitanti. Nel 1994, si teneva a Il Cairo la prima Conferenza dell'Onu su Popolazione e sviluppo e la Chiesa cattolica, in sintonia con i rappresentanti dell’Islam mondiale, si oppose con intransigenza a qualsiasi strategia di controllo delle nascite. La proibizione assoluta dell’uso dei preservativi ha avuto i suoi effetti: le migliaia d’Africani che sbarcano sulle nostre coste, sono in parte figli di quell`evangelizzazione cristiana "demografica", ordinata dai papi e veicolata da missionari. Ancora chiedo cosa abbia fatto la Curia di Sassari per aiutare i "loro" figli d’Africa, con i tanti edifici chiusi e inutilizzati di sua proprietà, come ad esempio l’Istituto per sordomuti in via Rolando, il Collegio Mariarum in Piazza Duomo, i vari conventi semivuoti sparsi non solo a Sassari ma per tutta la diocesi. La chiesa è parte o soluzione del problema?».

E infine anche il Movimento omosessuale sardo interviene sul tema: «Ci sconcerta il sunto "prima agli italiani poi ai migranti" e l'utilizzo di termini quali "invasione" e "accesso libero e incontrollato" o, addirittura, "prima o poi ci mangeranno i maccheroni in testa". Una terminologia più idonea a gruppi estremisti e razzisti che non ad un rappresentante della Chiesa. Una posizione nettamente opposta a quella del Vaticano e, soprattutto, contraria agli insegnamenti di Gesù. L’unico effetto di queste frasi è quello di acuire tensioni e pulsioni razziste, già sin troppo evidenti. Invitiamo l'arcivescovo a partecipare al dibattito che ci sarà il prossimo martedì proprio su questi temi e, soprattutto, a Diritti al Cuore, la manifestazione contro il razzismo, il sessismo e l'omofobia, che sabato 18 attraverserà la nostra città».

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