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Indagata una dipendente del misto

Indagata una dipendente del misto

Patrizia Cabras è accusata di aver incassato migliaia di euro oltre lo stipendio

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CAGLIARI. Ma al gruppo misto c’era anche chi - secondo l’avvocato di parte civile Andrea Pogliani - faceva carriera velocemente e prendeva più soldi di chi possedeva una qualifica superiore. Il nome indicato dal legale è quello di Patrizia Cabras, collega di Ornella Piredda nel gruppo misto ma anche in altri gruppi nel passato, che incassava fuoribusta e premi per migliaia di euro. Sentita mesi fa dal tribunale nelle vesti di testimone della difesa, la funzionaria è ora indagata dalla Procura con l’accusa di concorso in peculato. La stessa imputazione contestata al segretario del gruppo misto Angelo Sanna, che Giuseppe Atzeri beneficava con elargizioni di denaro rimaste inspiegate. «La Cabras - ha sostenuto Pogliani - aveva la scrivania vicino a quella di Sanna, con lui e Atzeri costituivano un trio che gestiva a piacimento i fondi del gruppo, se li dividevano fra di loro, togliendoli alla Piredda che ormai non aveva più diritto neppure al saluto». Sanna e la Cabras erano «organici al sistema» e in cambio ricevevano «erogazioni una tantum». Nel caso di Sanna migliaia di euro oltre lo stipendio, mensili aggiuntivi che risultano, come quelle della Cabras, nei tabulati della Banca di Sassari, dov’erano domiciliati i conti di tutti i gruppi regionali: «Ho fatto una serie di controlli - ha spiegato Pogliani al tribunale - e sono saltate fuori migliaia di euro che senza un motivo finivano nelle tasche dei due funzionari del gruppo, su decisione di Atzeri». Guarda caso, scoppiato il caso giudiziario e partiti i primi avvisi di garanzia, tutti i funzionari dei gruppi - assunti senza concorso, per chiamata diretta dei partiti - sono stati stabilizzati, destinati agli uffici della Regione, subito richiamati nei gruppi con il sistema del comando e retribuiti secondo criteri arbitrari, con qualifiche ancorate alla carriera interna ai gruppi. Tutti tranne Ornella Piredda: «Lei non l’ha voluta più nessuno» ha osservato Pogliani. Ed è finita in un assessorato, poi all’ufficio relazioni esterne, con uno stipendio ridotto alla metà degli altri. Fino alla pensione, cui ha dovuto rassegnarsi a causa della salute. (m.l)

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