Regione Sardegna, reddito di cittadinanza: c’è il primo sì
Il contributo sarà di 500 euro al mese per le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà. A luglio il voto del Consiglio
CAGLIARI. Il reddito di cittadinanza sta per diventare legge e chi vive in povertà assoluta potrebbe presto avere dalla Regione un sostegno: 500 euro al mese come minimo. Presentata all’inizio della legislatura da Sel, la proposta di legge ha ottenuto il primo via libera dalla commissione Sanità del Consiglio regionale e a luglio dovrebbe essere inserita all’ordine del giorno dell’aula.
«È un momento storico», ha commentato il consigliere regionale Luca Pizzuto (Sel) primo firmatario della proposta. «Siamo riusciti finalmente a sbloccare – ha proseguito – un intervento fondamentale per dare una mano a quanti vivono da troppo tempo sotto la soglia di povertà e cioè con non più di 498 euro al mese». A votare sì in commissione è stata la maggioranza di centrosinistra. Invece l’opposizione di centrodestra è uscita dall’aula per denunciare un errore nell’ordine del giorno della commissione.
Ventun’anni dopo. Era il 1992 quando la Commissione europea invitava e raccomandava gli Stati ad arginare il fenomeno delle povertà estreme con il reddito di cittadinanza. Da allora solo l’Italia e la Grecia non hanno accolto ancora il suggerimento di Bruxelles. Anche in Sardegna si è parlato più volte d’introdurre il cosiddetto paracadute sociale, ma finora tutti i tentativi non erano andati a buon fine. C’è riuscita Sel, che sin dall’inizio della legislatura del reddito solidale ha fatto il suo cavallo di battaglia.
Il fondo. La prima disponibilità del fondo – stando al capitolo di spesa inserito nella Finanziaria 2016 – sarà di 50 milioni. Servirà a garantire il sostegno economico a circa 10mila famiglie. È il 20 per cento delle 57mila che – secondo l’Istat – vivono sotto la soglia di povertà. Il sostegno può sembrare una goccia nell’oceano, perché in totale sono 147mila le famiglie in stato di povertà, comprese quelle che cercano di sbarcare ogni mese il lunario con 990 euro, è la soglia di povertà relativa. Comunque è un passo deciso nel sistema del welfare, con la possibilità dopo l’esperimento che nei prossimi anni aumenti la dotazione del fondo.
Le regole. Nei quattordici articoli della proposta di legge licenziata dalla commissione, è scritto tra l’altro: «Il reddito di cittadinanza è riconosciuto ai nuclei familiari di due o più persone (avranno minimo 500 euro al mese) o formate da un solo componente (200 euro) che dichiarano un reddito inferiore o uguale alla soglia di povertà assoluta».
La legge prevede però anche un patto con i beneficiari, per evitare che l’assegno solidale si trasformi in assistenzialismo. Nella relazione c’è scritto: «Il contributo è vincolato alla partecipazione del nucleo familiare a programmi e progetti che abbiano come obiettivo l’inclusione sociale o prevedano lavori di pubblica utilità». Per uscire dall’emarginazione sociale, l’impegno dovrà essere questo e in cambio arriverà un contributo per provare a sopravvivere.
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