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Pigliaru punta sulle startup

Pigliaru punta sulle startup

La Regione stanzia 10 milioni di euro per imprese tecnologiche e moderne

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MILANO. La Regione scende in campo con una serie di strumenti e di finanziamenti a sostegno di imprese innovative e start up di nuova costituzione. La gamma degli interventi possibili è stata presentata ieri dal governatore Francesco Pigliaru e dall’assessore all’Industria Maria Grazia Piras, il presidente della Sfirs, Antonio Tilocca, i rappresentanti di Sardegna Ricerche, intervenuti all’evento “Sardinia. Land of Innovation”, organizzato nella sede della Confindustria lombarda. «Siamo un’isola – ha detto Pigliaru – abbiamo da guadagnare più di altri dall’innovazione e dal digitale. Il settore su cui puntiamo è soprattutto quello dell’Ict, ma non dobbiamo trascurare il dato della longevità degli abitanti, che potrebbe avere ricadute interessanti grazie agli studi su alimentazione e contesto sociale». «Guardiamo con fiducia al futuro, alle imprese giovani, innovative e con un mercato potenzialmente molto vasto – ha aggiunto l’assessore Maria Grazia Piras –. In Sardegna la percentuale di start up è del 2,6 per cento, un dato superiore rispetto alla media nazionale».

La Regione ha introdotto nuovi strumenti in grado di soddisfare le esigenze di finanziamento delle imprese innovative attraverso il capitale di rischio. È il caso del Fondo di venture capital che opererà con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro, investendo insieme a operatori privati, nazionali e internazionali sia nella fase di sviluppo delle imprese (Seed capital) che nella start up di imprese già costituite. «Siamo contro una politica di finanziamenti a pioggia – ha detto Pigliaru – dobbiamo individuare le eccellenze e farle crescere, anche con l’aiuto di altri operatori. Per questo la componente del venture capital è fondamentale». Secondo lo schema delineato, la Regione parteciperà alle singole operazioni di investimento con un conferimento al capitale di rischio fino al 50 per cento dell’investimento totale proposto. L’investimento complessivo, privato e pubblico, nella start up innovativa potrà andare da 150mila euro a 1 milione, e non potrà superare il 49 per cento del capitale. La partecipazione dovrà essere smobilizzata entro cinque anni. Un vantaggio per gli investitori privati sarà dato dalla ripartizione asimmetrica dei rischi e dei proventi, che garantisce una maggiore protezione in caso di perdite e un maggior premio se l’investimento è redditizio.

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