ALGHERO»OGGI IL VERTICE DEI SINDACI
SASSARI. Spezzare le leggi del volo. In fondo basta un po’ di coraggio e fantasia creativa. Mario Bruno non ha dubbi e forse pensa a Icaro per mettere ali alle sue idee. Nella sua mente la ricetta...
SASSARI. Spezzare le leggi del volo. In fondo basta un po’ di coraggio e fantasia creativa. Mario Bruno non ha dubbi e forse pensa a Icaro per mettere ali alle sue idee. Nella sua mente la ricetta per riportare, almeno in parte, Ryanair è semplicissima. «La politica è fatta di responsabilità – afferma – e coraggio di prendere decisioni. Ryanair può essere incentivata attraverso il “Principio dell’investitore dell’economia di mercato”. Sono convinto che si possa fare, che le norme europee lascino uno spiraglio perché le risorse date all’aeroporto possano essere utilizzate in questo modo». Mario Bruno non ha dubbi. Liquida il bando sulla continuità internazionale in un lampo. «Entrerà in vigore tra un anno». E ribadisce il concetto cardine che ripete da mesi. Ma la sua non è una sfida alla Regione. L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana è stato categorico. Impossibile dare aiuti diretti alle low cost, lo vietano le leggi europee e ancora di più quelle italiane.
In linea. Ma la distanza tra Bruno e Deiana è molto minore di quanto ci si aspetti. «Deiana ha ragione – dice Bruno –. Ryanair per ritornare ha posto due condizioni: via gli aumenti delle tasse aeroportuali, e meno rigidità sulle norme agli aiuti alle compagnie imposte dal governo italiano. È vero. Ma è anche vero che per ora il governo non ha fatto nulla. Il ministro Graziano Delrio si è limitato a rimandare la promessa che avrebbe tagliato le tasse. Ma nulla è stato fatto. E anche sulla normativa tutto tace».
Sassolini. Bruno va oltre. «Dall’annuncio di Ryanair di lasciare la Sardegna a oggi nessun parlamentare si è mosso con atti concreti – dice il sindaco di Alghero –. Perché? Dove sono stati i nostri rappresentanti a Roma. Serve una moral suasion, ma nessuno la ha fatta. Con le promesse non si fanno ritornare i voli e i turisti. Il governo deve essere stimolato. In questo so che la Regione ha fatto un forte pressing in questi mesi».
Più vicini. Le distanze tra la Regione matrigna e il sindaco di Alghero sono diminuite. Bruno cerca di allentare la tensione. Stasera incontrerà alcuni sindaci del centro nord dell’isola. Insieme studieranno una strategia e lavoreranno insieme per far sentire la loro voce a Cagliari e a Roma. Bruno evita la polemica. «Deiana? Lo ho invitato stamattina al vertice – racconta –, mi ha detto che doveva andare a Roma. Ma ho parlato a lungo con Pigliaru. Ho spiegato al governatore il momento che vive il nostro territorio. Io mi confronto ogni giorno con gli imprenditori e i commercianti. Con chi vive di turismo. Tutti mi parlano di un 2016 da dimenticare. Con un crollo delle presenze. Il motivo è semplice, mancano le low cost. Ma anche gli altri sindaci sono con me. Ad Alghero resta il 20 per cento di chi viaggia con Ryaniar, il resto va da altre parti nell’isola. Ecco perché questa non è un’emergenza per il nord ovest, ma per tutta la Sardegna. Ecco perché sento il sostegno dei sindaci».
Tutti a Bruxelles. Bruno non si contrappone alla Regione, ma cerca un alleato. «Sono convinto che serva coraggio da parte della politica. Servono azioni forti – continua –. Per questo chiedo alla Regione di darci i fondi come Piem, per questo chiedo di andare insieme a fare pressione a Roma e a Bruxelles. È inaccettabile che da ottobre la Regione aspetti il pronunciamento sulla procedura di infrazione legata alla legge 10. Questa attesa manda in fallimento un sistema. Non si può più attendere in silenzio. Dobbiamo salvare Alghero e la Sardegna. Questa stagione è compromessa, ma senza novità a novembre qua chiude tutto. Aeroporto compreso».
Le colpe. La road map è tracciata. Ma Bruno fa anche un’analisi spietata del perché si è arrivati alla fase di stallo. «Gli errori sono tantissimi. Per prima cosa abbiamo sbagliato a puntare solo su Ryanair. Il monopolio è sempre un errore. Oggi la compagnia irlandese è in una posizione di forza e noi siamo deboli. Serve un cambio di rotta. Alghero si deve aprire ad altre compagnie. Ma per fare questo serve un piano degli aeroporti regionale. Piano che non esiste, perché in tutti questi anni non è mai stato varato da Cagliari. Ora si va verso la privatizzazione di tutti e tre gli scali sardi e senza un piano saranno i privati a decidere le strategie. Non possiamo farcelo imporre». E sull’aeroporto. «È inevitabile la privatizzazione – conferma Bruno –. Non può essere più ricapitalizzato, e senza l’ingresso dei capitali privati si rischia il default. Ma serve un piano dei trasporti regionale per dare un senso a queste operazioni».
Bruno evita la scazzottata mediatica con Deiana. Non risponde alle parole ruvide dell’assessore, forse per non esasperare ancora di più un clima rovente. «Non mi hanno fatto piacere le sue frasi, ma il nodo per me è del tutto politico. Si deve avere il coraggio davanti a situazioni critiche come quella di Alghero. In caso contrario è meglio fare i professori. Ma questa non è una cosa personale tra me e Deiana. Se devo essere sincero lui mi è anche simpatico».
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