La Nuova Sardegna

I danni della guerra dei cieli: turismo ko tra scioperi e rotte tagliate

di Alessandro Pirina
I danni della guerra dei cieli: turismo ko tra scioperi e rotte tagliate

Doveva essere la stagione dei record. L’estate del ritorno ai fasti di un tempo, all’epoca del tutto esaurito per tre mesi di fila. Ma le previsioni degli albergatori non avevano fatto i conti con i casi Meridiana e Ryanair

4 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Doveva essere la stagione dei record. L’estate del ritorno ai fasti di un tempo, all’epoca del tutto esaurito per tre mesi di fila. Ma le previsioni degli albergatori, mai concordi come questa volta, non avevano fatto i conti con il caos dei cieli. Più prevedibile quello di Alghero, dove già da mesi Ryanair aveva annunciato la smobilitazione, del tutto inatteso quello di Olbia, dove l’accordo tra Meridiana e Qatar Airways sui 396 licenziamenti ha scatenato un’epidemia selvaggia tra assistenti di volo e piloti che ha lasciato a terra migliaia di passeggeri. Una babele di ritardi e annullamenti che rischia di compromettere la stagione. L’inizio della protesta dei lavoratori Meridiana, 202 voli cancellati in 9 giorni, ha infatti coinciso con il blocco delle prenotazioni negli hotel.

Stop alle prenotazioni. La paura di non riuscire a raggiungere la Sardegna o nella migliore delle ipotesi rimanere bloccati per ore in aeroporto sta scoraggiando molti turisti a scegliere l’isola per le vacanze. «Da quando è iniziato il caos Meridiana le prenotazioni si sono bloccate – spiega Paolo Manca, presidente regionale di Federalberghi –. Ed è quello che ci preoccupa più di ogni altra cosa. Dopo l’emergenza dei primi giorni, con 257 camere messe a disposizione dagli alberghi della zona, la situazione è migliorata grazie agli aerei con cui la compagnia sta riproteggendo i passeggeri. Ma il problema sono i tanti che ancora non hanno prenotato e che davanti all’instabilità che non sembra trovare fine preferiscono optare per località alternative alla Sardegna».

Last minute a rischio. L’isola, dunque, in questo caso soprattutto la Gallura, rischia di perdere i turisti dell’ultima ora, una fetta che si aggira tra il 20 e il 25 per cento del totale. «Questo è il vero problema, il danno d’immagine che il caso Meridiana sta causando alla Sardegna – dice ancora Manca –. Chi aveva prenotato arriva, ma chi ancora non lo ha fatto, e parliamo di un quarto delle presenzse totali, sceglierà altro. Il turista last minute appartiene a una fascia medio-alta, è disposto a spendere qualcosa in più, ma non vuole correre il rischio di non partire. Spesso si tratta di vacanze brevi e la paura di trascorrerne buona parte in aeroporto lo porta a emigrare verso altri lidi».

Olbia tra due fuochi. La situazione più incandescente è ovviamente a Olbia, dove si scontrano la rabbia dei dipendenti di Meridiana licenziati e l’esigenza degli operatori turistici di mettere in salvo una stagione che il blocco dei voli rischia di mandare al macero. «Noi siamo vicini al personale di Meridiana, capiamo il dramma che queste 400 famiglie stanno vivendo – afferma Fabio Fiori, presidente del Consorzio degli albergatori di Olbia –, ma è stato superato il limite. In questi anni la nostra città e la Sardegna in generale hanno visto migliaia di persone perdere il posto di lavoro in tutti i settori: edilizia, commercio, trasporti. Il tutto senza ammortizzatori sociali. Ma nessuno ha messo a repentaglio altre persone e le loro attività. In questo modo stanno complicando la vita di tantissime famiglie di Olbia».

Mai più nell’isola. Fiori racconta di turisti esasperati, arrabbiati. «Molti mi hanno giurato che non torneranno più in Sardegna. Purtroppo i primi giorni sono stati di puro delirio, in particolare per anziani e bambini. Disservizi che mettono a dura prova anche i più pazienti. Io capisco le motivazioni della protesta, comprendo la disperazione di chi sta per perdere il lavoro, ma non è la sede giusta per rivendicare diritti. E forse anche le istituzioni avrebbero dovuto posticipare all’autunno la chiusura di questa vertenza. Invece, siamo nel caos. Doveva essere la stagione dei record e invece viviamo nell’incertezza senza sapere come comportarci. Con la speranza che tutto finisca».

Il caso Alghero. Se Olbia piange Alghero non ride. La fuga di Ryanair, il taglio di 14 tratte rispetto a 12 mesi fa, ha portato a una mutazione del turista, dal fai da te a quello organizzato, ma per i bilanci bisognerà attendere la fine dell’estate. Anche se i primi dati parlano di hotel con il segno più. «Sono di maggio, viziati dalle presenze garantite dai tour operator che usano navi e charter – precisa Stefano Visconti, presidente di Federalberghi Sassari –. Il turista che di solito arriva in aereo, che prenota tramite portali, ha risentito parecchio del taglio delle rotte. Insomma, in questa stagione stiamo assistendo a un cambio di tipologia del turista di Alghero e solo alla fine capiremo dove ci porterà questa rivoluzione. Quel che è certo è che a essere penalizzate saranno soprattutto le strutture più piccole, hotel sotto le 40 camere compresi, che vivevano principalmente di turismo low cost».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative