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Nuove regole per la Pulizia delle spiagge

Le alghe rifiuti per le discariche

Le alghe rifiuti per le discariche

Basterà una comunicazione due giorni prima dell’inizio dei lavori

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CAGLIARI. La pulizia delle spiagge dalle alghe è ogni estate un dramma per i Comuni e chi gestisce gli stabilimenti balneari. Con una delibera, la Regione prova quest’anno a rendere tutto più semplice soprattutto sui tempi. Basterà una comunicazione via mail agli assessorati all’Ambiente e agli Enti locali, alla Forestale e alla Capitaneria, nel caso dei privati anche al Comune, appena due giorni prima dell’inizio dei lavori. Se non ci saranno opposizioni, l’autorizzazione è concessa in automatico. Ma per far cosa? Scrivere: pulire la spiaggia non basta, in passato anche solo spostare le alghe di qualche metro ha provocato molti problemi ai concessionari, qualche volta persino multati per aver violato le vecchie prescrizioni: erano molto restrittive. Ora la Giunta ha scelto la via delle semplificazione, riducendo di fatto a quattro le possibilità di smaltimento. Quella consigliata prima delle altre è lo spostamento – senza utilizzare però mezzi meccanici – del tappeto di posedonia ripulito dalla sabbia a monte della spiaggia, «con la possibilità che sia risistemato nel bagnasciuga alla fine della stagione» per «continuare così a garantire l’ecosistema». Se questo intervento non fosse possibile, è prevista una seconda soluzione: scavare una fossa e interrare le alghe sempre nello steso sito ma nelle aree non utilizzate dai bagnanti. La terza opzione è trasportare sempre senza utilizzare ruspe e pale meccaniche il «tappeto» ancora a monte della spiaggia e trasformarlo in una «barriera protettiva per prevenire l’erosione del litorale». C’è infine la quarta possibilità, quella più drastica: lo smaltimento in discarica. Sarà concesso – è scritto nella delibera – solo nel caso in cui le prime tre ipotesi «non siano effettivamente realizzabili». In questo caso, il concessionario dovrà comunicare agli assessorati anche il «luogo di accumulo» e «sottoporre il materiale ai necessari accertamenti preliminari per verificare se è compatibile con le categorie ammesse allo smaltimento». Infine è previsto il setaccio della sabbia – quella dovrà restare dov’è – e solo allora sarà possibile il trasferimento con i camion nel sito scelto. Oppure, ancora meglio, «la posedonia potrà essere conferita agli impianti di compostaggio».

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