«Niente eventi religiosi negli edifici comunali»
Il sindaco di Olbia blinda la città: devo garantire la sicurezza generale
OLBIA. Via la religione da tre edifici che ospitano manifestazioni pubbliche del Comune di Olbia. La paura di attentati terroristici ha spinto la giunta comunale della città gallurese a prendere una decisione forte, che ha innescato da subito una polemica. Il sindaco ha deciso che ogni confessione religiosa sia bandita dai tre edifici comunali. Dai luoghi nei quali si svolgono attività, iniziative e manifestazioni “volte a favorire la diffusione della cultura nell'ambito del territorio comunale”: il Museo archeologico, l'Olbia Expò e l'anfiteatro “Mario Ceroli” di Porto Rotondo.
Nessuna di queste platee potrà ospitare qualsiasi cosa che richiami la religione, in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue confessioni. La ratio del laicismo spinto deriva dal combinato disposto tra precauzioni antiterrorismo e una pretesa aconfessionale dell’amministrazione pubblica.
Tutto messo nero su bianco nella delibera con cui la giunta rivede i criteri di accesso (a pagamento) nelle sue strutture. «Ritenuto per la particolare delicatezza dell'attuale situazione geopolitica, con fenomeni legati al terrorismo internazionale e per il carattere aconfessionale dell'amministrazione pubblica, di dover escludere eventi e/o iniziative che abbiano ad oggetto attività religiose, argomenti di natura religiosa e/o che abbiano finalità di propaganda ed indottrinamento religioso, nonché che possano attenere all'interpretazione di testi sacri».
La formula Nizzi. Il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, non arretra di un passo. «Non c'è alcuna discriminazione religiosa, io sono cattolico e resto tale, ci poniamo esclusivamente un problema circa la sicurezza delle strutture comunali – spiega il primo cittadino –. In questo momento non vogliamo correre pericoli, anche se a Olbia la spia dell'allarme non si è ancora accesa. Tutte le manifestazioni religiose possono essere svolte in strutture private, nessuno glielo vieta, abbiamo un ottimo rapporto con la Curia, impostato sul dialogo».
Con molta probabilità la prima manifestazione a saltare sarà la celebrazione di San Lorenzo, il patrono di Porto Rotondo, che si svolge il 10 agosto nel teatro Ceroli.
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