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«Niente contributi, prima vogliamo vederci chiaro»

«Niente contributi, prima vogliamo vederci chiaro»

L’assessore Deiana non abbandona la prudenza: «Aspetti ancora criptici, non possiamo permetterci passi azzardati»

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SASSARI. Non abbandona la prudenza adottata in questi mesi e che gli ha attirato addosso una pioggia di critiche. Anzi, il giorno dopo il pronunciamento dell’Unione Europea sulla procedura d’infrazione aperta nei confronti dei tre scali sardi, l’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana dice che la prudenza era più che giustificata. È presto per commentare la sentenza, anche perché il provvedimento integrale ancora non c’è. Ma sul fatto che «gli aeroporti sono salvi e che su Olbia e Cagliari le compagnie dovranno risarcire non ci sono dubbi». Detto questo, la decisione di Bruxelles resta un complicato rebus da decifrare e che non autorizza, sottolinea l’esponente della giunta Pigliaru, passi azzardati. Come quello sollecitato da tanti sindaci del Nord Ovest: ricominciare immediatamente a sostenere Ryanair per evitare che la compagnia low cost lasci l’isola. Non se ne parla neppure, dice Deiana: «Sulla base di che cosa dovremmo assegnare i contributi? Forse sulla base di un comunicato stampa che sintetizza una sentenza di 92 pagine? Non è questo il modo corretto di ragionare. Dobbiamo aspettare, avere una comprensione completa del provvedimento, analizzare le motivazioni per evitare di ripetere gli errori e scegliere invece la procedura giudicata corretta. E su questo, al di là delle varie ipotesi, alcune abbastanza strampalate, che ho sentito in girom non ci sono certezze». L’assessore ai Trasporti va avanti: «Sembrerebbe di capire che lo scalo di Alghero sia stato oggetto di una procedura d'infrazione chiusa nel 2014, sulla base della quale sono state condannate alla restituzione dei contributi alcune compagnie e altre no, perché le risorse sono state assegnate sulla base di contratti differenti. Ora dobbiamo capire perché, se Alghero esce indenne per quanto riguarda il passato, in altri casi sono state rilevate illegittimità. Ho sentito dire da qualcuno che la differenza è legata al fatto che l’aeroporto di Alghero è pubblico mentre quelli di Cagliari e Olbia non lo sono: ritengo più corretto – precisa Deiana – immaginare che dipenda dal fatto che lo scalo di Alghero potrebbe avere fatto gare a evidenza pubblica per l’assegnazione delle risorse e gli altri magari non l’hanno fatto. In ogni caso il messaggio che per ora arriva da Bruxelles è questo: in certe condizioni, rispettando le regole, è possibile dare agli aeroporti dei soldi da utilizzare per incrementare il traffico e ricavarne un profitto. Noi siamo pronti ad agire in questo modo, per incentivare il traffico sulla base di regole certe. La settimana prossima, quando riceveremo il testo integrale in inglese, avremo un quadro chiaro».

Poi Deiana ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «Nel 2014, quando ci siamo insediati, alcuni aeroporti vantavano ancora crediti nei confronti con la Regione. Noi lo abbiamo bloccati, in attesa del pronunciamento dell’Europa. Alla luce della sentenza, se non l’avessimo fatto, il conto da pagare da parte delle compagnie sarebbe stato probabilmente ancora più alto». (si. sa)

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