Voucher, è allarme lavoro nero
Boom dei tagliandi per il lavoro occasionale (+80%) ma il tasso di disoccupazione è in aumento
CAGLIARI. Negli ultimi due anni, in Sardegna la vendita di voucher è aumentata dell’80 per cento. È questo quanto emerso dal bilancio sociale dell’Inps presentato a Cagliari. Poco utilizzati in agricoltura - solo per l’1 per cento del totale - che rappresenta il bacino di origine del lavoro accessorio, sono invece particolarmente diffusi nel commercio (21 per cento) e nel turismo, in cui si utilizza quasi il 28 per cento del totale dei voucher venduti.
Nati per far emergere il lavoro irregolare, i voucher «sono spesso l’unica alternativa alla disoccupazione», ha rimarcato la presidente del comitato regionale Inps Elisabetta Perrier che ha evidenziato con decisione l’allarme arrivato dagli ispettori i quali hanno denunciato l’impossibilità di verificare il loro corretto utilizzo. In sostanza, i tagliandi (che comprendono la paga del lavoratore e i contributi previdenziali) rischiano di diventare un pallido paravento e, in alcuni casi, addirittura una sorta di incentivo al lavoro nero.
Questo utilizzo dei voucher spiega come mai in Sardegna resista comunque un tasso di disoccupazione molto più elevato che nel resto d’Italia, il 17,35 per cento contro l’11,90 della media italiana. Il punto percentuale di miglioramento che si registra rispetto allo scorso anno risulterebbe essere effetto del boom del numero di voucher venduti (quasi 4 milioni nel 2015 contro i 2 milioni e 200 del 2014. Fra i lavoratori autonomi si registra un crollo del numero di artigiani (-1.331 rispetto al 2014), una diminuzione generale degli agricoli, con l’unica eccezione della provincia di Nuoro, e un aumento quasi dell’1% dei lavoratori domestici italiani. In merito al tasso di disoccupazione, è stata definita “drammatica” la situazione dei giovani, la disoccupazione ha toccato il 56,42% con particolare riferimento a quella femminile (59,61%). L’Inps ha dichiarato inoltre una certa difficoltà a operare«avendo perso il 10% del personale negli ultimi due anni». Infine, gli ammortizzatori sociali restano l’unica fonte di sostentamento di numerose famiglie.
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