La Nuova Sardegna

Dalla Regione 8,3 milioni per il welfare

L’accordo voluto dall’assessore Virginia Mura garantisce anche i lavoratori delle piccole aziende

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CAGLIARI. Il welfare a favore dei dipendenti non è solo un dovere per le grandi aziende, anche le piccole imprese possono e devono dare una mano a chi a figli piccoli, o assiste i genitori anziani. A stabilirlo è stata l’ultima Legge di stabilità nazionale e la Sardegna, prima regione a farlo, ha messo sul tavolo 8,3 milioni per incentivare il welfare aziendale. Il protocollo d’intesa fra l’assessorato al Lavoro con i sindacati e gli ordini professionali è stato firmato e tra breve, in autunno, dovrebbero partire i bandi.

Tre linee. I costi di assunzione per sostituire una dipendente in maternità, la formazione aziendale di chi la sostituirà, ma anche voucher di 200 euro al mese per pagare asili, babysitter e badanti. Sono questi alcuni degli interventi previsti dal progetto welfare. In totale il finanziamento è di 8 milioni e 300mila euro in tre anni, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, leggi anche meno carico sul bilancio familiare, e sostenere il lavoro delle donne senza che siano costrette (o purtroppo obbligate) a rinunciare alla maternità. Sono tre le linee di intervento: la prima, destinata a un massimo di 35 imprese con 10 o più dipendenti, prevede un finanziamento da 4.500 fino a un massimo di 9mila per le spese necessarie all'azienda che vorrebbe organizzare un suo piano di welfare interno e poi da 7mila a 15mila per attuarlo. La seconda linea – destinata a 26 imprese con meno di 10 dipendenti – è una sorta di sostegno alla maternità per le piccole aziende. Finanzierà, con 4mila euro, i costi per l’assunzione e la formazione del sostituto. La terza linea è destinata alle libere professioniste e lavoratrici autonome con figli minori. Prevede l'erogazione di voucher per garantire i servizi di prima infanzia: da 200 euro al mese e per un massimo di10 mesi.

I commenti. «Il protocollo – ha detto l’assessore al Lavoro Virginia Mura – vuole invertire il dato preoccupante sulla disoccupazione femminile (45,2%) anche se è il più basso rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno». Allo stesso tempo – ha continuato – «vogliamo costruire quella rete sociale, il welfare appunto, sempre più necessario per le famiglie». È un buon punto di partenza anche se le risorse non sono straordinarie, ha commentato il segretario della Cisl Oriana Putzolu: «L'importante è che ora arrivino subito i fatti». Per Francesca Ticca della Uil «è un passo in avanti, come tutto quello che è una garanzia per la maternità». Secondo Caterina Tocco della Cgil: «È un messaggio non solo finanziario ma culturale per cancellare le discriminazioni che ci sono».

I tempi. Oggi comincia la consultazione pubblica – sul sito ufficiale www.sardegnapartecipa.it – del protocollo il welfare aziendale e la maternità. La fase di "ascolto" sarà completata in autunno con la pubblicazione dei diversi bandi.

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