La Nuova Sardegna

Una legge minaccia i boschi sardi

di Mauro Lissia
Una legge minaccia i boschi sardi

Previsto lo stop alla tutela paesaggistica, sarà più facile tagliare alberi

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Salvata dall'intervento della Soprintendenza, la foresta del Marganai e le altre grandi estensioni verdi dell'isola rischiano di perdere di qui a poco la tutela paesaggistica, come dire che potrebbe essere una legge dello Stato a completare l'opera di distruzione compiuta dagli incendi estivi. Basta leggere con attenzione una serie di norme nascoste nel decreto legislativo sulla semplificazione per trovare la conferma. E' tutto scritto: per realizzare strade all'interno dei boschi non sarà più indispensabile il nullaosta del ministero, si potrà procedere anche in assenza di un piano regionale e saranno i comuni a stabilire come e dove fare legna da vendere sul mercato. La ragione? Si trova nell'allegato A, datato 7 luglio 2016, degli atti relativi alla conferenza delle regioni e delle province autonome, dove sono gli amministratori locali a proporre una drastica deregulation in direzione del taglio indiscriminato del cosiddetto ceduo, nel caso Marganai una meravigliosa foresta di lecci già gravemente ferita dalle seghe elettriche. L'allegato elenca gli interventi che potranno essere eseguiti con procedura semplificata: dalle solite verandine ai gazebo estivi, fino ai chioschi amovibili realizzati in materiali leggeri. A questi vengono aggiunti inspiegabilmente gli "interventi di realizzazione della viabilità forestale" che nella prima formulazione della norma andrebbero "approvati dalla Regione previo parere favorevole del Soprintendente". Dopo però sparisce anche quest'ultimo controllo. Vediamo come: già nella fase degli emendamenti una manina sbucata da chissà quale scranno del Parlamento aveva fatto aggiungere "realizzazione e adeguamento" della viabilità forestale. Ma non ancora soddisfatti, sono stati gli amministratori locali a proporre di segare del tutto la Soprintendenza, per procedere senza fastidiosi vincoli. Ecco la motivazione formale della proposta: "Si suggerisce una ulteriore misura di semplificazione dei processi autorizzative riguardano le strade forestali, che costituiscono infrastrutture indispensabili per poter esercitare in modo razionale e sostenibile la gestione del bosco e rappresentano un presidio indispensabile per una maggiore tutela del territorio da danni di tipo idrogeologico, da incendi, fitopatie etc". Quando si fa riferimento alla gestione del bosco si fa riferimento implicito anche al taglio. Quindi secondo questa proposta bisogna buttar giù alberi e tracciare strade nei boschi per proteggerli. La risposta del ministero non si è fatta attendere: è la sottosegretaria Borletti Buitoni a rassicurare con l'allegato 3 gli interlocutori regionali, che chiedono di far fuori del tutto la Soprintendenza. Scrive il viceministro che "gli interventi in questione sono a tutti gli effetti esonerati dalla previa autorizzazione paesaggistica e il parere del Soprintendente è riferito esclusivamente ai piani di gestione forestale". Quindi non serve altro, la tutela del ministero sugli interventi locali è già caduta. Ma il sottosegretario vuole essere ancora più preciso quando aggiunge che il parere del Soprintendente interverrà solo per "gli interventi più impattanti".

Esiste una sola lettura di questo carteggio, depositato all'interno della procedura d'approvazione del decreto legislativo: la Soprintendenza potrà esprimere un parere non vincolante solo sui piani di gestione delle foreste, che una volta approvati dalla Regione diverranno inattaccabili. E' proprio il caso del Marganai, dove l'Ente Foreste è entrato in conflitto con il sovrintendente Fausto Martino: grazie alle norme attuali il dirigente statale ha potuto fermare il taglio del bosco e segnalare alla Procura. Ma se questa parte del Dlg sarà approvata, Martino avrà le mani legate.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative