Riparte la rivolta dei pastori
Il calo del prezzo del latte: 400 davanti all’azienda Fratelli Pinna
THIESI. «Oggi saremo pochi», spiega Felice Floris, leader del Movimento dei pastori sardi, «appena quattrocento». La protesta per il prezzo del latte è ritornata d’attualità dopo la breve fuga in avanti della scorsa settimana, quando il coordinamento dei pastori aveva occupato la 131 all’altezza di Abbasanta, oggi il Movimento ritornerà in pista con numeri molto più rotondi: «Ma l’attenzione si crea con la comunicazione e con l’informazione. Solo così riusciremo a raggiungere i numeri che ci hanno accompagnati qualche tempo fa. Ci siamo dati appuntamento a Thiesi proprio per questo, per contarci e per far partire il passaparola».
In gioco c’è il futuro di tante aziende, in crisi per colpa del prezzo del latte troppo basso. Un crollo che potrebbe costringere tanti pastori a chiudere attività che, in alcuni casi, vanno avanti da decenni e sono state tramandate di generazione in generazione. Dunque, i tempi per una nuova eclatante protesta sono maturi e l’appuntamento fissato a Thiesi per le 10.30 di oggi non può essere un caso. I pastori si riuniranno davanti ai cancelli di una delle aziende casearie più grandi dell’isola, quella dei fratelli Pinna. E proprio dall’azienda Pinna, nei giorni scorsi, sono arrivati inviti alla collaborazione e alla programmazione condivisa: «tutti pagano il duro prezzo di una crisi di sovrapproduzione. Noi abbiamo i magazzini pieni di formaggio. La verità è che servono strategie comuni che ci permettano di incalzare le istituzioni affinchè ci aiutino a superare la crisi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google