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Arzana, oggi l’interrogatorio dell’omicida

Arzana, oggi l’interrogatorio dell’omicida

L’accusato Peppino Doa è ancora ricoverato. In giornata si conosceranno i risultati delle autopsie

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NUORO. È ancora ricoverato all’ospedale di Lanusei Peppino Doa, l’83enne che mercoledì scorso, dopo una violenta lite, ha ucciso ad Arzana i fratelli Andrea e Roberto Caddori, di 43 e 46 anni. Il vecchio, dopo esser stato fermato dalle forze dell’ordine, nella notte tra mercoledì e giovedì, ha avuto un principio di infarto. Le sue condizioni di salute, comunque, stanno lentamente migliorando.

Oggi dovrebbe esserci l’udienza di convalida del fermo da parte del giudice delle indagini preliminari del tribunale di Lanusei, Paola Murru. L’omicida sarà assistito durante l’interrogatorio dall’avvocato Pierluigi Concas, del foro di Cagliari.

Ieri, invece, in tarda serata, l’anatomopatologo Roberto Marcialis ha eseguito le autopsie sui corpi dei fratelli Caddori, disposte dal procuratore della Repubblica di Lanusei Biagio Mazzei. Bisognerà attendere oggi, quindi, per conoscere i primi risultati degli esami. Andrea e Roberto Caddori sono stati uccisi da Peppino Doa con quattro colpi di pistola, calibro 7,65. Due colpi a testa, al collo e al torace. L’anatomopatologo dovrà chiarire il quadro e individuare quali siano stati i colpi e le ferite letali. Intanto, secondo quando ricostruito dagli investigatori, è ormai certo che il movente che ha armato la mano del vecchio sia legato a un’eredità contesa. Peppino Doa temeva infatti che la sorella Maria, un’invalida di 91 anni, avesse deciso di lasciare in eredità tutti i suoi averi – una casa e un podere nelle campagne ogliastrine – ai tre fratelli Caddori (Andrea, Roberto e Bruna), che la accudivano ormai da diversi anni. Mercoledì pomeriggio l’uomo, furibondo, era andato a casa della sorella per cercare alcuni documenti notarili. Tra Peppino e Maria Doa è scoppiata una discussione, l’ennesima tra loro. All’improvviso Peppino ha estratto una pistola: prima ha sparato alcuni colpi in aria, poi, quando sono arrivati Andrea e Roberto Caddori, chiamati dalla sorella Bruna, la rabbia dell’uomo è esplosa e li ha uccisi a bruciapelo.

Era da mesi che Peppino litigava con la sorella. Voleva che buttasse fuori di casa i fratelli Caddori, nipoti del marito di Maria Doa, morto sei anni fa. Il vecchio era anche convinto che i fratelli Caddori maltrattassero l’anziana donna e per questo l’altra sera si è precipitato a casa della sorella. Anche la moglie di Peppino Doa si era accorta che il marito, negli ultimi tempi, non stava più in sè. Quando mercoledì, verso le 15.30 del pomeriggio, l’uomo è uscito di casa per andare dalla sorella, la moglie lo ha seguito e ha cercato di calmarlo. Inutilmente. Ha solo potuto assistere alla tragedia.

Oggi, nella parrocchia di Arzana, dovrebbero essere celebrati i funerali dei due fratelli. Andrea, il più piccolo, lascia orfana una bimba di un anno. Il sindaco Marco Melis ha proclamato il lutto cittadino. (g.z.)

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