I Berlusconi tornano alla carica, vogliono recintare Capo Ceraso

I terreni all’ingresso di Olbia sono dell’Edilizia Alta Italia, società della Fininvest. L’area fa parte di una Zps, la giunta precedente aveva bocciato il progetto

OLBIA. I Berlusconi ci riprovano. La creazione dei fondi chiusi nel paradiso di Capo Ceraso avrà una prova d'appello, dopo non aver superato il vaglio della Conferenza di servizi, convocata al Suap del Comune di Olbia nei mesi scorsi: il progetto dell'Edilizia Alta Italia, società controllata al 100% dalla Fininvest della famiglia Berlusconi, torna davanti al Suap (Servizio unico attività produttive) il 29 novembre, per la discussione del progetto per la costituzione di un fondo chiuso con recinzione in rete metallica a Capo Ceraso, in regione Monte Muzzone. Si tratta della creazione di un fondo con recinzione in rete metallica, che appartiene al precedente progetto, tra le spiagge di Capo Ceraso e Li Cuncheddi.

Area zps. Tecnicamente il progetto di chiusura dei terreni era stato bocciato a maggio poiché l'intervento ricadeva su una Zps (Zona a protezione speciale) e la norma prevede che il progetto per la recinzione debba essere preventivamente sottoposto al parere vincolante del Servizio valutazione ambientale della Regione. Il parere sulla incidenza dell'intervento, secondo il Comune di Olbia, andava acquisito prima della presentazione della pratica, che per questo era stata considerata improcedibile.

Il Comune di Olbia ha fatto poi presente che contestualmente andava acquisito anche il parere del Corpo forestale e della Provincia di Sassari in merito al vincolo idrogeologico.

L'Edilizia Alta Italia, rappresentata in Conferenza di servizi dal progettista, l'architetto olbiese Giuseppe Priarone, aveva invece eccepito che nella fattispecie la recinzione costituisse un elemento provvisorio e, di conseguenza, non fosse necessario acquisire un parere preventivo da parte degli uffici competenti. Ora si tratta di capire se questo progetto presentato in sede di Suap abbia caratteristiche richieste e se, soprattutto, l'indirizzo del Comune targato Forza Italia possa cambiare per quanto riguarda un progetto che fa capo alla famiglia Berlusconi. Il sindaco Settimo Nizzi ha sempre ribadito la sua assoluta vicinanza all’ex premier Silvio Berlusconi.

Il progetto. Il Comune di Olbia amministrato dal centrosinistra, infatti, non aveva accolto le argomentazioni dell'Edilizia Alta Italia, alla quale si consigliava di richiedere i pareri necessari.

Il progetto in questione prevede la recinzione di tre fondi, con una rete metallica, in località Capo Ceraso. I tre fondi di una superficie reale totale pari a 23.470 metri quadrati (rispettivamente di 13.180, 6.800 e 3.400 metri quadrati), ricadono in “zone di pregio naturalistico, geomorfologico e paesaggistico (HN) entro i 300 metri dal mare del Comune di Olbia”. Il progetto prevede la conservazione della viabilità carrabile (sempre superiore a 6 metri lineari) e pedonabile, con antichi sentieri sempre superiori a 3 metri.

La recinzione dei fondi chiusi, per un perimetro totale di un chilometro e 152 metri lineari, si indica da eseguire con una rete metallica plastificata di colore verde, idonea per aree ad uso agricolo, fissata a paletti in ferro zincato di altezza fuori terra pari a 2 metri.

Cancelli. Nel progetto sono previsti dei cancelli di accesso alla proprietà, distinti da altre aree di accesso con rete apribile da un doppio paletto.

La recinzione dovrebbe avere un'altezza pari a 180 centimetri, in conformità al nuovo regolamento edilizio del Comune approvato nel 2015.

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