Decreto energia, bonus da 115 euro alle famiglie e 5 miliardi di benefici per le imprese: tutte le novità
Previsto il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’elettricità
Roma Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge energia, con un pacchetto di interventi destinati a ridurre il peso delle bollette per famiglie vulnerabili e imprese.
Per i nuclei con Isee fino a 10mila euro – soglia che sale a 20mila euro per le famiglie con almeno quattro figli – è previsto un contributo aggiuntivo di 115 euro l’anno sulla bolletta elettrica. La misura si somma ai 200 euro già stanziati, portando il sostegno complessivo a 315 euro per 2 milioni e 700mila famiglie. È inoltre previsto un riconoscimento per le aziende energetiche che applicheranno volontariamente uno sconto di almeno 60 euro annui alle famiglie con Isee fino a 25mila euro non beneficiarie del bonus sociale.
Il provvedimento interviene anche sul meccanismo dei diritti ETS, che incidono sulla formazione dei prezzi. Il governo intende scorporare il costo degli ETS dalla determinazione del prezzo delle energie rinnovabili, come idroelettrico e solare, con l’obiettivo di ridurre i costi. La norma dovrà ottenere l’autorizzazione dell’Unione europea. Secondo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si tratta di un intervento che punta a rafforzare la competitività delle imprese.
Il decreto introduce inoltre un sistema di disaccoppiamento tra il prezzo dell’energia elettrica e quello del gas. È prevista la creazione di una piattaforma pubblica che permetterà anche alle aziende più piccole di aggregarsi e acquistare energia direttamente dai produttori, attraverso il mercato dei Ppa, con il supporto del Gse e di Sace.
Sul fronte fiscale, è previsto un aumento del 2% dell’Irap per le aziende che producono energia. Le risorse, stimate in un miliardo di euro, saranno destinate alla riduzione degli oneri generali di sistema legati al sostegno delle rinnovabili e della cogenerazione (Asos), con uno stanziamento di 431,5 milioni nel 2026, 501,1 milioni nel 2027 e 68,4 milioni nel 2028, a beneficio delle utenze non domestiche.
Cosa sono i diritti ETS
Gli ETS (Emission Trading System) sono i “permessi di emissione” previsti dal sistema europeo di scambio delle quote di CO2. Si tratta di un meccanismo introdotto dall’Unione europea per ridurre le emissioni di gas serra. In pratica, alle imprese energivore (centrali elettriche, industrie pesanti, impianti che producono energia da fonti fossili) viene assegnato o venduto un certo numero di quote che autorizzano a emettere una quantità definita di anidride carbonica. Chi inquina di più deve acquistare più quote sul mercato. Chi emette meno può venderle. Il numero complessivo di quote disponibili viene progressivamente ridotto nel tempo, per incentivare la transizione verso fonti meno inquinanti. Di fatto, gli ETS rappresentano un costo per chi produce energia da fonti fossili. Questo costo, in molti casi, si riflette sul prezzo finale dell’energia. Il tema centrale del decreto è proprio evitare che il costo degli ETS venga considerato anche nella determinazione del prezzo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, che non pagano tali quote.
