La Nuova Sardegna

I dubbi su procedura e qualità dei candidati

Bocciato dalle segreterie il nome del manager della Asl unica, ma sulle altre nomine l’accordo c’è

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CAGLIARI. A spaccare è più il metodo che i nomi. O meglio, il nome. Nessun dubbio per la riconferma alla guida dell'azienda ospedaliera Brotzu per Graziella Pintus. Né per Giorgio Sorrentino attuale manager della Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari. Si potrebbe trovare un accordo anche su Giancarlo Ruscitti, nome indicato dal rettore dell'Università di Sassari che non farebbe impazzire neanche l'assessore alla Sanità Luigi Arru. Che gli preferirebbe l’attuale commissario Giuseppe Pintor. Ma è difficile capire però come Ruscitti possa diventare manager nell'isola, visto che due giorni fa è stato scelto come nuovo commissario dell'Agenzia regionale sanitaria della Puglia dal governatore Michele Emiliano. Anche se lui non ha accettato.

I dubbi dei partiti sono tutti su Francesco Zavattaro. Per alcuni è troppo vicino al centrodestra. Già scelto come manager Asl dall'ex governatore della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, Forza Italia. Ha fuso le Asl di Lanciano, Chieti e Vasto. Ora è direttore amministrativo di una Asl in Lombardia dalla giunta leghista di Bobo Maroni. Ma alcuni contestano anche alcuni rilievi che la Corte dei conti ha fatto alla Asl sotto il suo mandato. Ma non tutti sono sulle stesse posizioni. I soriani sembrano essere i meno critici. Approvano la scelta fatta ad alto tasso professorale e lontana dalle segreterie politiche. Il Partito dei Sardi punta il dito in modo particolare sulla scelta di pescare un manager non sardo. L’assessore Paolo Maninchedda non fa mistero, lo ha scritto sul suo blog, di preferire un sardo. Ma non per questioni di bottega. «I sardi hanno le capacità per affrontare le grandi sfide – scrive Maninchedda –? Io credo di sì».

Pigliaru voleva seguire un metodo da repubblica presidenziale. Da parlamento americano, in cui il presidente presenta i nomi al Senato che ne rafforza e ne legittima la scelta. Ma l’Italia è molto più bizantina nei suoi ragionamenti politici e nei suoi riti democratici.

Lo scontro tra governatore e partiti non sembra insanabile. Al contrario le premesse per un accordo lunedì ci sono tutte. Un altro nome e un altro spirito. Un passo di lato, più che uno indietro per far esplodere la pace. (l.roj)

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