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Pratica bloccata, dirigenti sotto accusa

CAGLIARI. Una pratica bloccata negli uffici comunali è costata l’accusa di concorso in omissione d’atti d’ufficio alla direttrice generale del Comune Cristina Mancini e al dirigente del settore...

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CAGLIARI. Una pratica bloccata negli uffici comunali è costata l’accusa di concorso in omissione d’atti d’ufficio alla direttrice generale del Comune Cristina Mancini e al dirigente del settore edilizia privata Riccardo Castrignanò: il pm Giangiacomo Pilia ha concluso le indagini e ha fatto notificare l’atto agli indagati, che ora avranno venti giorni di tempo per farsi interrogare o produrre documenti e memorie difensivi. Il fatto al centro del procedimento penale risale al 17 novembre del 2014, quando la cagliaritana Angelica Cubeddu invia agli uffici comunali una diffida a concludere il procedimento riferita a una pratica edilizia ferma dal 15 novembre di quattr’anni prima. Non era la prima volta che la Cubeddu cercava di sbloccare quella pratica, seguendo le vie amministrative normali: già l’11 novembre dell’anno precedente era partita una diffida, rimasta senza risposta. La legge però parla chiaro: i cittadini hanno diritto a ricevere le spiegazioni richieste entro trenta giorni dalla domanda, il comune di Cagliari avrebbe dovuto chiarire per vie formali le ragioni del ritardo ma è rimasto al contrario in silenzio. Da qui un esposto presentato dal legale di Angelica Cubeddu alla Procura della Repubblica e l’indagine conseguente: la polizia giudiziaria ha acquisito su disposizione del pm Pilia tutti i documenti che riguardano la pratica e il magistrato ha concluso per la sussistenza del reato: il ritardo si è verificato e l’ufficio del settore edilizia privata non ha rispettato i termini stabiliti dalla norme per soddisfare la richiesta di un cittadino, violando a suo giudizio l’articolo 328 del codice penale. La dg Mancini e il dirigente Castrignanò rispondono al momento all’accusa di omissione di atti d’ufficio come responsabili degli uffici coinvolti nella vicenda, sarà la fase successiva del procedimento a confermare o a smentire il loro eventuale coinvolgimento. Quello dei tempi di istruzione delle pratiche edilizie non è certo un problema nuovo: da sempre e non solo a Cagliari le attese sono lunghissime, spesso a causa di organici tecnici ridotti all’osso o non all’altezza dell’impegno. I due dirigenti indagati sono peraltro conosciuti per la loro efficienza e preparazione. Ora dovranno nominare un difensore e - se lo vorranno - affrontare l’esame con il pm Pilia, oppure attendere l’udienza preliminare. Il reato contestato prevede una pena fino a un anno di reclusione o la multa di 1032 euro. (m.l)

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